“Buy on dips”, compra sui ribassi. Deve avere seguito la vecchia regola dei trader di Borsa, Vittorio Pignatti Morano, ex banchiere di lungo corso in Lehman, oggi attivo nel private equity, oltre che consigliere di amministrazione di Mediobanca. E l’ha fatto proprio sul titolo che deve essergli caro, cioè la stessa Mediobanca.
Incurante del cataclisma che si è abbattuto su tutte le borse mondiali e in particolare su Piazza Affari, ha continuato imperterrito a comprare, giorno su giorno, anche nel pieno della bufera. Solo il 10 marzo ha acquistato tramite una delle sue società estere, la Kensington Square Holding Sa, 60mila azioni di Mediobanca a un prezzo di carico medio di 5,89 euro. Il giorno prima altri acquisti a piccoli blocchi per un totale di 40mila azioni a un prezzo medio di 6,5 euro. La settimana prima il 5 marzo un’altra puntata di shopping: altre 40 mila pezzi della sua Mediobanca per un prezzo di 7,53 euro. Il 3 e il 4 marzo in rapida successione altri pacchetti per un totale di quasi 60 mila azioni con il titolo che allora quotava poco sotto gli 8 euro. Una corsa a mediare i valori di carico. Si compra su continui ribassi per mediare i valori di carico del titolo e rendere gli acquisti meno dolorosi. Ovviamente aspettandosi una futura ripresa delle quotazioni.
Il primo importante acquisto nell’era del corona virus è del 26 febbraio a epidemia scoppiata da poco. Quel giorno l’ex banchiere e oggi protagonista nel mercato del private equity tramite la Trilantic Capital Partners Europe di cui è presidente e co-fondatore, acquistò un copioso pacchetto di 65mila azioni di Piazzetta Cuccia a un valore di 8,75 euro. Sommati tutti insieme gli acquisti di Vittorio Pignatti nell’era del Coronavirus fanno circa 270mila azioni.
Cui vanno aggiunte le 50 mila azioni che il consigliere di Mediobanca comprò quando l’epidemia era di là da venire. Pignatti il 12 novembre dello scorso anno, il giorno della presentazione del nuovo piano industriale della banca, acquisì un pacchetto di 50 mila azioni al prezzo di 10,5 euro. Un atto di fiducia sui destini futuri della banca di cui è consigliere. E così oggi Pignatti si ritrova con 320 mila azioni che fino a prima del collasso da epidemia del 20 febbraio 2020 avevano un controvalore di circa 3 milioni di euro. Ai prezzi di oggi quel pacchetto tutto insieme vale la metà. Senza contare però che gli acquisti sui ribassi hanno di fatto contratto il valore complessivo di carico che potrebbe oscillare sui 7 euro. Certo Pignatti è oggi ovviamente in perdita. Mediobanca è passato da poco meno di 10 euro ai 5,1 euro di ieri in meno di un mese. Ma Pignatti non è un risparmiatore qualsiasi. E’ uomo di finanza da sempre e sa che dopo la bufera anche violenta il sereno dovrebbe prima o poi tornare. E Mediobanca ha fondamentali di bilancio più che solidi. Se e quando il sereno tornerà, Mediobanca recupererà facilmente il valore oggi perduto. E’ solo questione di tempo e pazienza. Quei 3 milioni investiti sul titolo, Pignatti pare crederci, non andranno bruciati.

