Buzzi nel mirino dei grandi fondi esteri: ecco perchè
Resta forte il malcontento dei grandi fondi esteri e di molti italiani verso i Buzzi, padroni dell’omonimo grande gruppo cementiero quotato. Lo si scopre leggendo il verbale dell’assemblee dei soci svoltasi lo scorso 13 maggio sotto la presidenza di Veronica Buzzi (amministratore delegato è Pietro Buzzi) a Casale Monferrato alla quale erano presenti 935 azionisti portatori di 154 milioni di azioni ordinarie pari a circa l’80% del capitale.
Il punto 6 all’ordine del giorno suddiviso tra 6.1 (remunerazioni nel 2025) e il 6.2 (remunerazioni previste quest’anno) ha visto il secondo approvato sì da oltre il 99% delle azioni ammesse al voto (pari al 79,3% del capitale ordinario totale) ma il primo ha registrato consensi per solo il 75% dei titoli ammessi al voto e “no” per il 24,5%, espressione di circa il 20% del capitale totale.
Fra i contrari spiccano gestori esteri importanti come Aviva, Axa, Blackrock, Bnp Paribas, Bridgewater, Cibc, Columbia Threadneedle, Dws, Fidelity, Goldman Sachs, Hsbc, Invesco, IShares, JP Morgan, Kbc, Legal and General, Mercer, Morgan Stanley, Nordea, Schroder, State Street, Ubs, Vanguard, e persino la Banca Centrale della Cina (People Bank of China). Contrari anche fondi italiani importanti come quelli di Azimut, Bancoposta, Eurizon e Fideuram (Intesa Sanpaolo) e Generali.

