I prezzi dei carburanti restano sostanzialmente stabili in Italia, ma continuano a mantenersi su livelli elevati. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), domenica 11 ottobre il costo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,036 euro al litro per la benzina e 2,253 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i prezzi medi sono leggermente più alti: 2,046 euro al litro per la benzina e 2,271 euro per il diesel. Rispetto alla giornata di sabato, le variazioni sono minime. Sulla rete stradale nazionale la benzina è passata da 2,035 a 2,036 euro al litro, mentre il gasolio è salito da 2,252 a 2,253 euro.
Urso: “Price cap efficace, pronti a intervenire”
Sul tema è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un’intervista ai quotidiani del gruppo Nem ha collegato l’andamento dei prezzi agli sviluppi del conflitto nel Golfo Persico. “Il prezzo dei carburanti in Italia dipende dagli sviluppi del conflitto nel Golfo Persico”, ha dichiarato il ministro, sottolineando che, al momento, “il successo del price cap garantisce un prezzo accessibile a famiglie e imprese“.
Il governo, ha aggiunto Urso, sta lavorando anche sul fronte della raffinazione, considerato un punto debole della filiera produttiva nazionale. L’obiettivo è aumentare la produzione delle raffinerie italiane per rafforzare la capacità del Paese di rispondere alle tensioni sui mercati energetici. “Siamo comunque pronti a ogni intervento per quanto di nostra competenza. Lo abbiamo dimostrato”, ha concluso il ministro. L’evoluzione dei prezzi nelle prossime settimane resterà legata soprattutto all’andamento della crisi internazionale e alle sue ripercussioni sulle forniture energetiche.


