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Carlo MessinaCarlo Messina

Descritto da alcuni come un “bazoliano” di ferro, Carlo Messina, romano, classe 1962,  nuovo numero uno operativo di Intesa Sanpaolo, non sembra dispiacere troppo ai mercati, tanto che la reazione a caldo in borsa è stata un rialzo di oltre il 6% dopo sole tre sedute dall’annunciata sostituzione del pur apprezzato (dai mercati, sembra, più che dal top management della banca) Tommaso Cucchiani.

Messina, già responsabile della divisione Banca dei Territori e dell’area di governo Chief financial officer dal maggio 2013, ha una lunga esperienza di banche commerciali (iniziata nel 1987 presso la direzione Finanza di Bnl, di cui nel 1990 Messina divenne funzionario responsabile per la Finanza d’impresa), ma può vantare anche una lunga attività accademica in qualità, tra l’altro, di docente di Economia degli Intermediari Finanziari nell’ambito del Master in business administration presso la Scuola di management della Luiss e di docente di Finanza Aziendale presso la facoltà di Economia e Commercio di Ancona.

Entrato nel 1995 in Banco Ambrosiano Veneto come responsabile della Pianificazione il manager si è visto nel tempo assegnare la responsabilità del servizio Pianificazione e Studi, della direzione Controllo direzionale (di Intesa Bci), di responsabile della direzione Pianificazione e Controllo, poi della direzione Risk Management (in Banca Intesa Spa), quindi della relativa area governo, divenendo infine Cfo e Direttore generale di Intesa Sanpaolo. Una carriera vissuta dunque quasi tutta all’interno del gruppo come responsabile di aree “core” dell’attività bancaria retail e proprio tali attività, attraverso la riforma impostata dallo stesso Messina della Banca dei Territori, dovrebbero ora tornare al centro dell’azione di governo del nuovo Ceo, che a differenza di Cucchiani sembra meno accentratore, più presente in azienda e maggiormente focalizzato sulle attività domestiche rispetto a quelle internazionali.

Prevedibile dunque che a Messina e al suo team di dirigenti resti la responsabilità di varare il nuovo piano industriale della Banca dei Territori, che prevede una sforbiciata di filiali. Ufficialmente Intesa Sanpaolo dovrebbe chiuderne 632 (su 6.709 sportelli in totale, di cui 5.181 in Italia) nei prossimi due anni, come aveva già ricordato lo stesso Messina a maggio. Un tema delicato su cui il banchiere potrebbe giocarsi anche la sua permanenza ai vertici del gruppo.

Luca Spoldi

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