Non potersi permettere frutta e verdura tutti i giorni, un pasto adeguato o la possibilità di invitare un amico a casa. Sono alcune delle difficoltà che colpiscono circa 430mila minori in Italia. Secondo ActionAid, le privazioni legate al cibo e alla socialità sono aumentate soprattutto tra i bambini più piccoli, mentre le famiglie in affitto risultano particolarmente esposte.
Bambini tra i 6 e gli 11 anni più colpiti, nelle case in affitto le difficoltà triplicano
Crescere un figlio in Italia significa, per molte famiglie, dover scegliere a cosa rinunciare. A volte si tratta di alimenti che dovrebbero far parte della dieta quotidiana, altre volte di una merenda con gli amici o di un pomeriggio trascorso insieme a casa. Secondo il nuovo rapporto di ActionAid sulla povertà alimentare, sono circa 430mila i minori sotto i 16 anni che vivono in famiglie con difficoltà di questo tipo. I dati, riferiti al 2024, ultimo anno disponibile, riguardano il 5,6% dei bambini e ragazzi di questa fascia d’età. Nel 2021 erano il 5,3%, pari a circa 419mila minori. La ricerca è stata diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre.
La povertà alimentare non riguarda soltanto la quantità di cibo disponibile. Il rapporto prende in esame anche chi non può permettersi quotidianamente frutta, verdura o un pasto proteico, a base di carne, pesce o equivalenti vegetariani, e chi deve rinunciare a invitare amici a casa per mangiare o giocare.
Povertà alimentare, peggiorano i dati tra i bambini più piccoli
“L’allarme più forte riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni”, come evidenzia il rapporto. È proprio in questa fascia che si registra il peggioramento maggiore. Tra il 2021 e il 2024, la percentuale dei bambini interessati da privazioni alimentari o sociali è passata dal 3,8% al 6,8%.
Si tratta di circa 220mila bambini, quasi 90mila in più rispetto a tre anni prima. Le difficoltà economiche possono inoltre costringere le famiglie a tagliare altre spese, come libri, gite scolastiche, attività extrascolastiche, vestiti e scarpe nuove. Per misurare il fenomeno, ActionAid ha utilizzato l’indice Dams, che considera la deprivazione alimentare materiale e sociale, insieme ai dati dell’indagine europea Eu-Silc, alla scala Fies della Fao e alle rilevazioni Istat.
Il costo dell’affitto pesa sulle famiglie: le rinunce diventano più frequenti
Le spese per l’abitazione assorbono una parte delle risorse che le famiglie potrebbero destinare all’alimentazione e alle attività dei figli. Tra i minori che vivono in una casa di proprietà senza mutuo, le difficoltà alimentari o sociali interessano il 3,6%. La percentuale sale invece al 12% tra chi vive in affitto, sia nel mercato libero sia negli alloggi a canone agevolato.
L’incidenza risulta dunque oltre tre volte superiore tra i minori delle famiglie in affitto.
ActionAid: le rinunce continuano anche nella vita adulta
Le difficoltà non scompaiono necessariamente con la maggiore età. Tra le persone a rischio di povertà, la deprivazione alimentare interessa il 27,3% dei giovani tra i 25 e i 34 anni. Un’incidenza simile, pari al 27,2%, riguarda le persone tra i 65 e i 74 anni nella stessa condizione di rischio economico.
Roberto Sensi, responsabile del programma povertà alimentare di ActionAid Italia, collega le difficoltà quotidiane delle famiglie alle prospettive di autonomia delle nuove generazioni: “Il paradosso è evidente: mentre l’Italia si interroga sul calo delle nascite, crescere dei figli e diventare adulti” – commenta Sensi – “è sempre più difficile. Le rinunce cominciano dal cibo e dalla possibilità di invitare un amico a casa, continuano negli anni dello studio e arrivano alla ricerca di un lavoro e di un’abitazione che permettano di costruire una vita autonoma”.
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