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Economia

Seduta positiva per Finmeccanica che a Piazza Affari guadagna oltre il 2,5% risalendo sui 3,75 euro per azione dopo che la controllata AgustaWestland in occasione della fiera Heli-Expo 2013 (HAI), in corso a Las Vegas, ha siglato alcune commesse relative a elicotteri destinati a impieghi commerciali, per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro, pari a circa il 2,5% della raccolta ordini attesa per l’intero 2013.

Tra gli ordini ricordati spiccano quelli con l’inglese Sloane Helicopters (per e elicotteri GrandNew e e AW169) e col Bristow Group (che ha ulteriormente ampliato la sua flotta di elicotteri AW139 con un ordine per 6 velivoli più opzioni), commesse che si vanno ad aggiungere all’accordo pluriennale stretto con Waypoint Leasing per modelli di GrandNew, AW169, AW139 e AW189 e a quello siglato con Caverton, che ha aggiunto altri 3 elicotteri AW139 alla sua flotta per le operazioni offshore in Nigeria.

Sempre  AgustaWestland ha venduto 2 AW139 negli Stati Uniti a clienti che li impiegheranno per missioni di trasporto VIP/corporate, un ulteriore GrandNew alla polizia giapponese  e un  AW119Kx  all’australiana Wagners Development Company (in questo caso si tratta del primo esemplare venduto in Australasia, sottolinea una nota di Finmeccanica). In questo modo il neoamministratore delegato, Alessandro Pansa, mette una prima importante “pezza” ai conti del gruppo dopo lo scivolone della commessa a rischio di annullamento con l’India per la fornitura di 12 AW101 (per complessivi 556 milioni di euro).

Non solo: secondo alcuni rumor Pansa, che giusto ieri ha comunicato al Cda e al Collegio Sindacale di Ansaldo Sts la decisione di dimettersi dalla carica di presidente e membro del Cda della società (controllata da Finmeccanica col 40% del capitale sociale) con efficacia dal termine dell’assemblea per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2012 (dimissioni ufficialmente motivate dai maggiori impegni di Pansa “in ragione della nuova carica di amministratore delegato di Finmeccanica” aggiuntasi alla carica di direttore Generale), starebbe pensando di accelerare il dossier dismissioni.

A finire sul mercato potrebbe essere la quota del 14,3% ancora detenuta in Avio Spazio, che con l’81% in mano al fondo Cinven potrebbe finire in mano a Safran, Thales o Eads che già hanno fatto pervenire le proprie manifestazioni d’interesse. I due soci avrebbero anzi già dato un “mandato esplorativo” a Bnp Paribas per cercare di portare a casa tra i 300 e i 400 milioni di euro. Come si ricorderà a fine 2012 la parte preponderante del business di Avio, ossia quella motoristica, era già stato ceduto a General Electric per 3,3 miliardi di euro complessivi, lasciando fuori dalla transazione proprio la divisione aerospaziale, tra i leader del settore dopo il successo del lanciatore europeo Vega.

Un progetto quest’ultimo che sembra stare molto a cuore alla Germania (che pochi mesi fa è entrata tra i finanziatori con un versamento di 9 milioni di euro) ancor più che alla Francia, da sempre impegnata col lanciatore Ariane (alla cui sesta versione la stessa Avio potrebbe peraltro contribuire con la realizzazione di motori a propellente solido da utilizzare come booster) ma che rischia di soffrire di dimensioni troppo ridotte per poter proseguire in un settore sempre più competitivo e dove gli investimenti si calcolano sovente in centinaia di milioni di euro.

Luca Spoldi

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