L’Agenzia delle Entrate sta inviando circa 20mila lettere di compliance ai proprietari di immobili che presentano possibili anomalie rispetto ai dati catastali. I controlli riguardano edifici non registrati, ampliamenti e modifiche mai comunicate.
Catasto e “case fantasma”, come funzionano i controlli
Le verifiche partono dal confronto tra quello che risulta al Catasto e quello che esiste realmente sul territorio. L’Agenzia utilizza la cartografia catastale insieme alle ortofoto, immagini aeree ad alta precisione. Sistemi informatici e algoritmi aiutano a segnalare le possibili differenze tra le mappe ufficiali e gli edifici visibili dall’alto. Secondo i dati riportati il 4 ottobre, la ricognizione è già stata completata in 95 province ed è iniziata in altre quattro. La copertura ha raggiunto circa il 96% del territorio nazionale.
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Le anomalie individuate dai sistemi automatici vengono poi analizzate dagli uffici. Una segnalazione informatica non equivale quindi, da sola, alla prova di un’irregolarità fiscale.
Catasto, chi può ricevere una delle 20mila lettere
Le comunicazioni non riguardano soltanto intere abitazioni mai registrate. Tra le situazioni che possono emergere ci sono:
- nuovi edifici assenti dal Catasto;
- ampliamenti di immobili esistenti;
- un piano aggiuntivo mai dichiarato;
- garage e depositi costruiti successivamente;
- mansarde trasformate in abitazioni;
- cambi di destinazione d’uso;
- variazioni della consistenza dell’immobile.
Sono circa 20mila le lettere già inviate o previste entro la fine del 2026, secondo le ricostruzioni pubblicate in questi giorni.
Catasto, cosa significa ricevere una lettera
Si tratta di comunicazioni di compliance. Il contribuente viene informato della possibile incongruenza e può verificare la propria situazione prima che parta un eventuale accertamento vero e proprio.
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Non tutte le difformità rilevate dalle immagini implicano necessariamente un’evasione o un abuso edilizio. Possono esserci errori nelle banche dati oppure modifiche che hanno una spiegazione documentabile. Se invece l’immobile o la variazione avrebbero dovuto essere dichiarati, il proprietario può essere chiamato a regolarizzare la posizione catastale. L’aggiornamento può avere conseguenze anche sul piano fiscale perché la rendita catastale viene utilizzata per calcolare diverse imposte.
I controlli proseguiranno con il completamento della mappatura nazionale previsto entro la fine dell’anno. Chi riceve una comunicazione deve quindi verificare i dati dell’immobile e confrontarli con la situazione effettiva prima di rispondere all’Agenzia.


