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TI, al vertice Patuano Minucci. Bernabè incassa 6,6 milioni

Aldo Minucci

E’ terminato, dopo circa quattro ore e mezza, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia che ha sancito l’addio, dopo quasi sei anni, di Franco Bernabe’. Alla riunione hanno partecipato tutti i consiglieri, incluso Tarak Ben Ammar collegato in videoconferenza.

Il Cda di Telecom Italia, dopo le dimissioni da presidente di Franco Bernabe’, ha assegnato tutte le deleghe all’ad Marco Patuano. Al vide presidente Aldo Minucci e’ stata invece affidata la gestione del Cda che
ha avviato il processo per l’individuazione del nuovo presidente. Lo si legge in una nota della societa’.

A Bernabe’ andranno 6,6 milioni di euro, dei quali 3,7 milioni a titolo di trattamento economico quale il manager avrebbe percepito fino alla scadenza naturale del suo manadato e gli altri 2,9 milioni a fronte di una accordo di non concorrenza per 12 mesi.    Per quanto concerne la sostituzione di Catania, come da raccomandazione del Comitato per le nomine e remunerazione il Consiglio di Amministrazione ha cooptato Angelo Provasoli che si qualifica come indipendente alla stregua dei requisiti previsti dal Codice di autodisciplina di Borsa Italiana, al  quale Telecom Italia aderisce. In merito alla sostituzione
dell’Ingegner Catania alla presidenza del Comitato per il controllo e i rischi e del Comitato per le nomine e la remunerazione della Societa’, si comunica che il consigliere Jean Paul Fitoussi e’ stato nominato Presidente di quest’ultimo ed esercitera’ in via di supplenza il ruolo di presidente del Comitato per il controllo e i rischi.

Calabrese, classe 1946, dopo la laurea in giurisprudenza Minucci approda in Generali dove scala le gerarchie manageriali fino ad diventare, nel 1995, vicedirettore generale. Una carriera professionale, la sua, che tuttavia ben presto oltrepassa le mura del gruppo del Leone di Trieste. Gia’ nel 1980 viene scelto per rappresentare Generali all’interno di Ania, incarico che ricopre ininterrottamente fino al 1991. Ma soprattutto Minucci entra a far parte del consiglio di amministrazione di Telecom Italia fin dal 1997, anno della privatizzazione del gruppo voluta dall’allora premier Romano Prodi, e ci rimane ininterrottamente fino ad aggi. Non solo: nel 2007 Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Sintonia e Telefonica lo scelgono per ricoprire l’incarico di presidente di Telco, la holding creata ad hoc da una cordata italo-spagnola per rilevare la partecipazione di Olimpia in Pirelli e conquistare cosi’ il controllo di Telecom Italia. E ancora, nel 2011 Minucci diventa vicepresidente di Telecom in quota Telco. Naturale, dunque, che il consiglio di amministrazione di Telecom abbia puntato su di lui. Attribuendogli buona parte delle deleghe che fino a oggi erano in capo al manager di Vipiteno, che ha scelto di farsi da parte per non gettare nuova benzina sul fuoco nei rapporti tra soci. Minucci, vicepresidente di Telecom e’ il consigliere piu’ anziano. La sua sara’ la presidenza che portera’ l’intero consiglio di amministrazione di Telecom alla scadenza di aprile 2014. Entro quella data sara’ designato la presidenza definitiva per la quale in questi giorni veniva fatto il nome di Massimo Sarmi, attuale numero uno di Poste Italiane.