Cdp-Nexi, che cosa c’è dietro l’operazione
Cassa depositi e Prestiti blinda Nexi, che era stata valutata per una eventuale acquisizione dal fondo Cvc (oggi impegnato a rilevare Recordati). Cdp è dunque pronta a salire dall’attuale 19,1% fino al 29,9% di Nexi: non oltre perché non c’è intenzione di lanciare l’Opa. L’aumento della partecipazione conferma l’apprezzamento di Cdp Equity per Nexi e la volontà di supportare il percorso di crescita della società. Il cda di Cdp Equity (gruppo Cdp), si legge in una nota, ha deliberato la possibilità di incrementare la partecipazione in Nexi e la sottoscrizione di contratti derivati fino all’8% del capitale sociale, che potranno avere regolamento in azioni ove ottenute le necessarie autorizzazioni. La partecipazione potrà essere aumentata anche attraverso acquisti diretti da parte di Cdp Equity.
L’operazione sarà soggetta al rilascio delle autorizzazioni regolamentari necessarie per il superamento delle soglie rilevanti. Sempre nella nota è scritto che Cdp Equity crede in una “forte” evoluzione innovativa e industriale di Nexi, che già oggi processa 1.800 miliardi di euro di transazioni digitali in oltre 25 Paesi, e che potrà giocare un ruolo chiave nello sviluppo europeo di una infrastruttura tecnologica a supporto della digitalizzazione della moneta.
Cdp Equity è stata assistita da Mediobanca, Jp Morgan e PricewaterhouseCoopers Business Services in qualità di advisor finanziari e Hogan Lovells in qualità di advisor legale. Con questa strategia, Cdp ha bloccato le mire di Cvc che aveva sonata il terreno per un’acqcuisizone della società per 9 miliardi di euro finalizzata al delisting.
L’operazione era subordinata all’ok del governo italiano, dato che Nexi possiede un asset strategico, la rete interbancaria nazionale che collega i centri di elaborazione dati di banche e istituti finanziari e dunque era soggetta al Golden Power. Per gli analisti di Intermonte, i 9 miliardi offerti erano in linea con l’enterprise value di Nexi, che comprende 4,5 miliardi di capitalizzazione e un debito netto a fine 2025 di 4,9 miliardi, stimato in calo a 4,5 miliardi a fine 2026. Oltre alla quota di Cdp l’altro socio storico principale è i fondo Hellman & Friedman con il 22%. Il titolo Nexi ha risposto positivamente all’offerta con un più 4% all’apertura delle contrattazioni.

