Bisognerà aspettare un’assemblea convocata ad hoc per il 13 luglio per avere i nuovi vertici della Cassa depositi e prestiti che prenderanno il posto di Claudio Costamagna e Fabio Gallia. Durante l’assemblea che si e’ tenuta questa mattina, i soci hanno approvato il bilancio 2017 che si e’ chiuso con un utile netto di 2,2 miliardi. E’ stata inoltre approvata la distribuzione di un dividendo sul bilancio pari a 1,345 miliardi di euro, di cui circa 1,1 miliardi destinati al Ministero dell’Economia che detiene l’82,77% del capitale della Cassa.
In sede straordinaria, l’assemblea ha approvato la proposta di modifica dello statuto relativa all’ampliamento delle modalita’ di intervento di Cdp nelle operazioni di finanziamento svolte in qualita’ di Istituzione Finanziaria per la Cooperazione allo Sviluppo (Ifcs). La nomina dei nuovi amministratori e’ stata rinviata a una successiva assemblea perche’ ancora Lega e Cinquestelle non sono arrivate a un accordo. I dubbi su chi prendera’ le redini della Cassa riguardano l’amministratore delegato e l’eventuale direttore generale.
L’indicazione del presidente spetta infatti alle Fondazioni di origine bancaria che hanno gia’ scelto l’ex numero uno di Mps, Massimo Tononi. Tra i nomi circolati con insistenza c’e’, per l’incarico di a.d., il vice presidente della Bei, Dario Scannapieco. Si fa poi il nome di Fabrizio Palermo, attuale cfo di Cdp, per la carica di direttore generale. Il nodo da sciogliere sarebbe proprio quello dell’amministratore delegato. Per questo incarico la Lega avrebbe indicato l’ex a.d. di Poste Italiane, Massimo Sarmi.
Le nomine di Cdp rientrano nella partita piu’ ampia delle nomine pubbliche che il governo dovra’ fare e che coinvolgono, tra l’altro Fs. La poltrona dell’a.d. di Fs, Renato Mazzoncini, e’ considerata in bilico dopo che lo scorso 2 giugno il pubblico ministero di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa ai danni dello Stato in una vicenda di contributi pubblici erogati a Busitalia, la societa’ di cui era ai vertici prima di approdare alle Ferrovie.
LA PRECISAZIONE DI FS ITALIANE
Caro Direttore,
in relazione all’articolo Cdp, nomine dei vertici rinviate all’assemblea del 13 luglio. Scontro M5S-Lega pubblicato in data odierna precisiamo che la contestazione formalizzata dal Pubblico Ministero del Tribunale di Perugia non riguarda contributi erogati a Busitalia che, come tutte le aziende che gestiscono servizi di trasporto pubblico locale, riceve invece i corrispettivi previsti dal Contratto di servizio relativamente alle attività prestate.
La vicenda penale, infatti, si riferisce al meccanismo attraverso cui viene effettuata la ripartizione dei contributi tra lo Stato e le Regioni per il trasporto pubblico locale e del connesso beneficio a favore di Regione Umbria.
Un cordiale saluto,
Stefano Biserni
Capo Ufficio Stampa
FS Italiane
