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Economia
Certificazione energetica: ecco come si calcola

Per risparmiare sulla bolletta della luce si può cercare la tariffa di energia elettrica più vantaggiosa confrontando le offerte degli operatori. Tuttavia si può intervenire in molti modi sulla propria abitazione per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile, godendo tra l’altro di importanti detrazioni fiscali. L’argomento sta a cuore a molti italiani, come dimostra la crescita che sta vivendo il mercato degli impianti fotovoltaici per uso residenziale.

Migliorare le prestazioni energetiche della propria casa non è solo un vantaggio economico, ma è un investimento che può dare più valore all’immobile. Proprio per questo da alcuni anni è diventata obbligatoria la certificazione energetica degli edifici in seguito alla Direttiva europea in materia di prestazioni energetiche nell’edilizia. Attribuire a un immobile una classe energetica serve appunto a garantire più trasparenza nel mercato – le agenzie immobiliari sono infatti tenute a darne notizia negli annunci – e aiutano i proprietari ad essere più consapevoli dei propri consumi.

La certificazione energetica, infatti, calcola il fabbisogno annuo di energia impiegata per il riscaldamento nei mesi invernali. È un documento che va redatto da mani esperte nel settore, ma raccogliendo alcune informazioni e seguendo alcuni calcoli è possibile calcolare sommariamente la classe energetica della nostra casa. I fattori che influenzano la certificazione sono sostanzialmente due: la zona climatica in cui sorge l’edificio e il consumo annuo di gas metano.

Per conoscenza diremo che l’Italia è stata divisa in sei zone climatiche determinate ai soli fini della certificazione energetica e per ognuna di esse è indicato il valore di grado giorno (GG), ovvero una unità di misura che indica la somma delle differenze tra la temperatura media all’esterno e la temperatura ambiente di 20 gradi. Questo indice va poi rapportato all’indice di trasmittanza dei singoli elementi che compongono l’ “involucro” dell’edificio e ad altri fattori specifici per individuare l’Indice di prestazione energetica (EPI) dell’edificio.

Però, ai fini del nostro piccolo esercizio di calcolo che ci porterà ad avere un’idea generale sulla classe energetica a cui la nostra casa appartiene, ci servirà soltanto procurarci una bolletta del gas relativa al periodo invernale. Troveremo infatti riportato il consumo annuo in metri cubi di gas metano che sono stati impiegati per riscaldare la casa. Questa cifra va moltiplicata per un indice standard, ovvero per il consumo al metro cubo di una caldaia a gas tradizionale: 8,3 kWh.

Una volta moltiplicato il consumo annuo riportato in bolletta per 8,3 dovremmo dividere il risultato per i metri quadri di superficie utile della nostra casa, confrontando poi quanto abbiamo ottenuto (il consumo annuo in metri quadri) con la scala delle classi energetiche di riferimento (A+, A, B, C, D, E, F e G) facilmente reperibile online.

Otterremo così un’idea indicativa dei nostri consumi energici, che possono essere ovviamente migliorati compiendo interventi di riqualifica. Avere meno impatto sull’ambiente e sulla bolletta è importante e soprattutto in vista dell’acquisto di un nuovo immobile la certificazione energetica può – e dovrebbe – pesare molto sulla scelta.

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