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Economia
Cgil ad Affari : "Renzi? Propaganda. Ecco perché niente sciopero generale"

di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Mai un segretario generale della Cgil era arrivato a dire che "lo sciopero generale non è più sufficiente". Lo ha fatto Susanna Camusso, in un momento delicato per il sindacato, attaccato dall'offensiva di Matteo Renzi. Lo sciopero generale è da mandare in pensione? "Assolutamente no", dice ad Affaritaliani.it il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere. "Ma non possiamo chiedere ai lavoratori di rinunciare a una parte del reddito". Vanno messi in campo "strumenti di lotta alternativi". Quali? "Volantinaggio, presidi, manifestazioni". Niente a che fare però con i forconi. "Non è una forma di lotta che condividiamo. E non abbiamo capito le ragioni della loro protesta". Tra nuove forme di lotta e giovani che non si riconoscono nel sindacato, per la Cgil è un momento di trasformazione. Anche perché pungolato dal rottamatore: "Il nuovo segretario del Pd - afferma Scudiere senza mai nominare Renzi - dovrà rendersi conto che c'è bisogno di rispetto reciproco. Le affermazioni che ha fatto sembrano propaganda".

 

L'INTERVISTA

Le dichiarazioni di Susanna Camusso hanno indebolito la forza dello sciopero generale?
Assolutamente no, è una riflessione sulle azioni di lotta che il sindacato mette in campo in tempi di crisi. Lo sciopero generale è una forma non in discussione ma dobbiamo agire in altri modi. Sulla legge di stailità abbiamo messo in campo azioni di sensibilizzazione, aggiungendo manifestazioni che coinvolgono migliaia di persone ma senza mettere in campo uno sciopero generale. Perché non si possono chiedere in condizioni di crisi come questa altri sacrifici ai lavoratori, rinunciando a quel poco di reddito che hanno

Quali sono gli "altri modi" con cui agire?
Bisogna immaginare altre forme di lotta. Lo sciopero generale non è il fine, ma uno strumento del sindacato. Scioperi articolati, volantinaggi di sensibbilizazione, i presidi, creare un contatto per parlare con le persone nelle piazze. Ma questo non mette in discussione la forma di lotta professionale.

Presidi e sensibilizzazione sembrano avvicinare il sindacato a movimenti popolari come quello dei forconi...
Si differenziano da noi perché stanno assumendo caratteristica di violenza. ci gioungono notizie che con l'intimidazione stanno costringendo i negozianti a chiudere. Non è una forma di lotta che condividiamo. E non abbiamo capito le ragioni della loro protesta. C'è una strumentalizzazione politica del disagio. Soprattutto da forze di destra.

Tra le voci di chi scende in piazza, in molti non si sentono rappresentati dal sindacato...
E' normale che ci siano persone che non si sentano rappresentate. come è possibile che ci siano giovani che non hanno trovato nel sindacato un interlocutore ai loro problemi. Ed è un problema che ci poniamo. Ma da qui a strumentalizzare c'è una bella differenza. Ci pare che molte persone stiano cadendo nella trappola di gruppi organizzati che vogliono utilizzare la violenza per mettere in discussione le istituzioni democratiche del Paese.

Per la Cgil, oltre che per il Paese, è un momento delicato. Anche perché a capo del Pd adesso c'è Matteo Renzi, che non ha risparmiato attacchi al sindacato
Il nuovo segretario del Pd dovrà rendersi conto che c'è bisogno di rispetto reciproco. Se penserà che l'avversario principale è il sindacato, lo convinceremo che non è così. Un partito attento alle questioni del lavoro dovrebbe  essere rispettoso delle posizioni, ovviamento anche in un confronto anche aspro. Però le affermazioni che ha fatto sembravano più propaganda che gestione del consenso all'interno di un partito complicato.

Le affermazioni di Renzi sono una invasione di campo?
E' evidente che l'invasione possa esserci. Ognuno deve fare il suo mestiere. Dimostri di saper governare il partito e risolvere i problemi che attanagliano il Paese. Ai temi della democrazia sindacale ci pensiamo noi. Se il nuovo segretario del Pd leggesse gli ultimi accordi sottoscritti, come quello sulla rappresentanza, avrebbe meno dubbi.

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