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Economia

Il Parlamento cipriota ha respinto l'ipotesi di un prelievo forzoso sui depositi bancari, indispensabile per accedere agli aiuti di Ue e Fmi. Su 56 parlamentari, i voti contrari sono stati 36 e 19 le astensioni. Un deputato era assente. Ora il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro della Ue e' a serio rischio.

Intanto il ministro cipriota delle Finanze, Michael Sarris smentisce le voci che lo danno come dimissionario. "Non e' vero" scrive Sarris da Mosca dove e' in visita, mentre in Parlamento infuria la polemica.

Il prelievo forzoso sui depositi di capitali non può avere come conseguenza che la fuga di capitali. E’ talmente ovvio che mi chiedo o questi governanti europei sono stupidi, succede, o non vogliono bene all’Europa, o c’è un interesse a fare il male dell’Europa”, ha commentato l’economista francese Fitoussi a Focus economia su Radio 24. “Si sapeva da un po’ di tempo che le banche di Cipro avevano problemi. Perché non fare pagare alle altre banche che non sono in difficoltà – si domanda l’economista – invece che alla gente? Non si capisce perché hanno deciso questa soluzione stupida e non hanno cercato un‘altra soluzione fra banche”. Ma c’è del dolo? C’è un interesse a fare male? “Si certo. Le banche tedesche si avvantaggerebbero della fuga dei capitali dalla Spagna, dall’ Italia, dal Portogallo oltre che da Cipro e dalla Grecia”.

BANCHE RESTERANNO CHIUSE FINO A MARTEDI' PROSSIMO - Le banche cipriote potrebbero restare chiuse fino a martedi' prossimo, senza riaprire nelle prossime ore, come previsto in origine. Lo riferisce una fonte della banca centrale di Nicosia all'agenzia France Presse. Secondo la fonte, la serrata degli istituti di credito dell'isola proseguira' "almeno" fino a giovedi' ma, dal momento che lunedi' prossimo sara' un giorno festivo a Cipro, non ci sarebbero possibilita' che l'attivita' riprenda prima del 26 marzo. Le banche di Cipro erano state chiuse per evitare che i correntisti si precipitassero a ritirare i fondi, dopo che la Ue aveva posto un prelievo forzoso dai depositi come condizione del programma di assistenza economica concesso al paese. Il Parlamento di Nicosia ha pero' respinto tale proposta. La banca centrale auspica quindi che sia possibile trovare una soluzione alternativa prima della scadenza del lungo 'ponte bancario'.

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