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Di Nikos Galis

Stavolta l'Europa con Cipro è stata tempestiva ed elastica nonostante i soliti tentennamenti iniziali di Angela Merkel, ormai in campagna elettorale e con la testa al voto di fine ottobre in Germania, dov'è forte la tentazione di rompere i legami con i Paesi cicala del Sud Europa dalle "finanze bucate". Tentazione presente soprattutto nella classe medio-bassa teutonica che avverte il peso della crisi e che teme per i propri risparmi mentre nel Vecchio Continente si susseguono senza interruzione fronti di tensione finanziaria che mettono a repentaglio l'intero impianto della moneta unica.

Prima Grecia, poi Irlanda, poi Portogallo, Spagna e ora Cipro, mentre sullo sfondo su prepara l’ex tigre balcanica Slovenia. Paese che, secondo il quotidiano economico autoctono Finance, "è solvibile solo fino a giugno". Anche lì, banche piene zeppe di sofferenze con la solita medicina amara dell'austerity che nel breve peggiora le condizioni di salute del malato.

Anche grazie al collaudato armamentario anti-crisi (prestito troika), Mr Euro Jeroen Dijsselbloem ha ben gestito i mal di pancia tedeschi e l’uterina mancanza di pazienza della Cancelliera di Berlino sul “no” del parlamento cipriota al primo accordo sul maxi prelievo anche sotto i 100 mila euro e traghettato le parti a una nuova intesa. Accordo che consente ora di mettere una pezza a una situazione che rischiava ancora una volta di far naufragare la moneta unica. Uno stress che i deputati di Cipro hanno girato verso i ricchi oligarchi russi. Correntisti che hanno parcheggiato i loro capitali nel paradiso fiscale di Nicosia: si sobbarcheranno loro il mega prelievo che si dice sarà del 30% e metterà in sicurezza quello che resterà della spericolata Laiki Bank.

Salvi, dunque i conti privati sotto i 100mila euro e patrimoniale per quelli sopra questa soglia, dopo che anche Mosca aveva chiuso la porta in faccia ai ciprioti per un allungamento dei prestiti. Questa volta la solidarietà in un'Europa non più sorda alle esigenze di quei Paesi che da mesi, Italia in primis, ripetono come un mantra che di solo rigore si muore, è prevalsa subito. Certo, nel mezzo del Mediterraneo il default era dietro l'angolo (le posizioni della Bce non lasciavano spazio a interpretazioni diverse) e quindi il tempo a disposizone era poco, ma le forze politiche cipriote hanno fornito un assist alla buona regia di Bruxelles che ha risolto la situazione in tempo utile, non dando troppo peso ai soliti moralismi in tema finanziario della Germania. Ora, forza con la crescita economica visto che abbiamo il favore degli investitori che sembrano credere all'Europa. In qualche caso più dei loro politici.

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