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Economia
 

 

sportello bancario

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Fuga da Cipro. Dalla piccola isola è partito un terremoto che sta mettendo in subbuglio l'Europa. L'Ue ha voluto sperimentare su un'economia minuta come quella di Nicosia un provvedimento senza precedenti: un prelievo forzoso sui conti correnti. Alla prima proposta, (un prelievo del 6.75% sui depositi inferiori ai 100 mila euro e del 9.9% su quelli superiori), se ne sta affiancando un'altra: il governo cipriota potrebbe applicare un prelievo del 3% su depositi inferiori ai 100 mila euro, del 10% su quelli compresi tra i i 100 e i 500 mila euro e del 15% per quelli superiori ai 500 mila euro. L'approvazione del provvedimento è slittata a martedì.

E' un precedente pericoloso per l'Europa. Nel 1992, quando il governo Amato, per salvare l'Italia dalla bancarotta, mise le mani nei conti correnti, applicò un prelievo dello 0,6%. La proporzione rende idea dell'enormità del provvedimento cipriota. Ancora meglio possono spiegarlo i numeri: un piccolo risparmiatore che ha in banca 10 mila euro, da un giorno all'altro, si ritroverebbe con 330 euro in meno. Peggio ancora andrebbe per i depositi maggiori: su 100 mila euro, andrebbero in fumo 10 mila euro.

E' già partita la fuga dei capitali. Per tentare di arginare la corsa allo sportello e il conseguente collasso del sistema bancario, il governo di Cirpo ha ordinato la chiusura degli istituti fino a mercoledì. Nicosia sta cercando soluzioni che accompagnino il prelievo forzoso: sarebbe stata presa in esame la concessione di azioni delle banche. In pratica i correntisti si ritroverebbero possessori di azioni dell'isituto che gestisce il loro conto corrente. Il valore dei titoli sarebbe pari al prelievo forzoso. Una proposta non certo allettante, visto l'indebitamento degli istituti ciprioti.

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