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Economia

Il peso del fisco in 5 anni ha mangiato oltre 1.000 euro di reddito alle famiglie italiane. E' quanto rivela un'indagine della Cisl e dell'Universita' di Firenze sulle dichiarazioni dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati che si sono rivolti ai Caf Cisl. Inoltre si e' registrato un balzo delle addizionali Irpef con un +31% tra 2010 e 2012.

Il sistema fiscale italiano e' "irresponsabile", denuncia il segretario generale del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni. "Nell'ultimo quinquennio lavoratori e pensionati sono stati rovinati da una tassazione irresponsabile - dice - abbiamo assistito ad una crescita abnorme di soprusi". La questione fiscale - secondo il leader della Cisl - e' "una vicenda centrale dal punto di vista economico, sociale, democratico: non capisco, ha sottolineato, come persone avvertite non capiscano la pericolosita' della situazione. Il fisco sta depauperando i cittadini e in passato i grandi sommovimenti sono avvenuti proprio sulle tasse, i regimi sono crollati di fronte a tassazioni ingiuste". Infine Bonanni chiede a Saccomanni e al governo di tirare fuori i dossier sui giochi: "Le scelte non sono mai neutre. La tassazione sul gioco d'azzardo e' allucinante, perche' non tira fuori un dossier su questo?".

Tra il 2007 e il 2012, si legge nell'indagine, lavoratori e pensionati hanno subito una consistente perdita del reddito disponibile. La perdita del reddito disponibile e' stata del 5,7% per l'aumento dell'imposta netta dovuto al drenaggio fiscale (fiscal drag), per la crescita della fiscalita' locale, per il mancato adeguamento delle detrazioni per lavoro dipendente e per pensioni, per l'insufficiente crescita del reddito reale che non riesce a compensare l'aumento dell'imposta netta. Il reddito medio dei contribuenti Caf-Cisl risulta infatti aumentato del 2,5% tra il 2010 e il 2012 e dell'1,6% tra i 2011 e il 2012; l'ammontare dell'imposta netta appare cresciuta rispettivamente del 5% e del 2,8%. Per effetto del fiscal drag i contribuenti Caf-Cisl hanno cumulato una perdita di circa 1.040 euro, pari al 5,83% del reddito 2012, che ha pesato soprattutto sulle classi centrali (tra 10 e 55 mila euro di reddito complessivo). Secondo lo studio, la percentuale di reddito "perso" supera il 6% per i contribuenti con un reddito compreso tra 29 e 50 mila euro. Restano poco o per nulla toccati dal fenomeno i contribuenti all'interno della no tax area, molti dei quali con un'imposta netta pari a zero nei due scenari, cosi' come rimangono solo marginalmente sfiorati dal fenomeno i redditi alti e medio alti (sopra i 55 mila euro l'entita' del fenomeno e' relativamente contenuta; e' minima per i redditi superiori a 150mila euro). Infine volano le addizionali comunali e regionali: l'ammontare complessivo, nel 2012, e' risultato in media di 408 euro: in crescita di circa 6% rispetto al 2011 (come effetto dello sblocco delle addizionali comunali) e di oltre il 31% rispetto al 2010.

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