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“Comprendere” le sfide demografiche del nostro tempo: così Comin & Partners racconta l’Italia che invecchia e non nasce

Tra gli autori del numero 9 Giuliano Amato, Nando Pagnoncelli, Gabriele Fava, Alessandro Rosina, Linda Laura Sabbadini

“Comprendere” le sfide demografiche del nostro tempo: così Comin & Partners racconta l’Italia che invecchia e non nasce

“Vivere di più, nascere di meno”: Comin & Partners presenta “Comprendere”, come affrontare le sfide demografiche del nostro tempo

Raccontare la silenziosa trasformazione del rapporto tra la vita, il tempo e le generazioni e interrogarsi sul welfare e il lavoro, ma anche sulla famiglia e il senso stesso del futuro: è questo l’obiettivo del nono numero di Comprendere, la rivista quadrimestrale di Comin & Partners, intitolato “Vivere di più, nascere di meno”.

Il nuovo appuntamento con il periodico di approfondimento e analisi è dedicato alla trasformazione demografica che sta modificando gli equilibri della società contemporanea. Longevità e denatalità non sono infatti fenomeni separati: il loro intreccio investe il mercato del lavoro, i sistemi pensionistici e sanitari, le forme della famiglia, la distribuzione della ricchezza e le relazioni tra generazioni. Allo stesso tempo, le diverse traiettorie demografiche del pianeta stanno contribuendo a ridefinire migrazioni, rapporti economici e nuovi equilibri geopolitici.

Attraverso saggi, interviste e contributi interdisciplinari, Comprendere 9 affronta questi cambiamenti lungo cinque direttrici: il costo economico e sociale dell’allungamento della vita; la crisi del ricambio generazionale; le differenti traiettorie demografiche nel mondo; le implicazioni culturali ed etiche di longevità e denatalità; le nuove frontiere della medicina riproduttiva e delle biotecnologie.

Gli autori

Tra gli autori figurano Giuliano Amato, Presidente della consulta scientifica della Fondazione Cortile dei Gentili; Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos; Gabriele Fava, Presidente INPS; Alessandro Rosina, Professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano; e Linda Laura Sabbadini, statistica, con interviste e approfondimenti che tracciano il percorso da intraprendere per affrontare la sfida demografica.

Con ‘Vivere di più, nascere di meno’ abbiamo voluto affrontare una trasformazione che non riguarda soltanto la demografia, ma il modo stesso in cui immaginiamo il futuro”, ha dichiarato Gianluca Comin, Presidente di Comin & Partners e Direttore Editoriale di Comprendere. “Per la prima volta convivono nelle nostre società quattro o cinque generazioni, mentre quelle più giovani diventano progressivamente meno numerose. È un cambiamento che interroga il welfare, il lavoro, la famiglia, la trasmissione del sapere e il rapporto con il tempo. Comprenderlo significa provare a costruire un nuovo patto tra generazioni, senza cedere né alla nostalgia del passato né alla paura del futuro. La riflessione editoriale del numero individua proprio nella capacità di tenere insieme durata e fecondità, esperienza e novità, uno dei nodi centrali della trasformazione in corso”.

“La demografia è tornata a essere una delle chiavi attraverso cui leggere le grandi transizioni economiche e sociali del nostro tempo”, ha aggiunto Lelio Alfonso, Direttore Responsabile della rivista e Managing Partner di Comin & Partners a Milano. “Vivere più a lungo è una conquista straordinaria, ma ci obbliga a ripensare modelli passati che fanno riferimento a un’epoca in cui la popolazione era profondamente diversa. Allo stesso tempo, la denatalità ci pone di fronte alla necessità di interrogare lavoro, servizi, politiche familiari e rapporti tra generazioni. Questo numero prova a farlo mettendo insieme prospettive diverse, perché un cambiamento così profondo non può essere compreso attraverso una sola disciplina”.

“Nascita e morte tornano oggi a interrogarci in una forma radicalmente nuova”, ha concluso Giulio Sapelli, Coordinatore scientifico di Comprendere. “Il degiovanimento e l’invecchiamento delle società, insieme ai grandi movimenti migratori, stanno modificando gli equilibri economici, sociali e culturali su scala mondiale. Non è soltanto una questione di numeri: ciò che cambia è il rapporto tra generazioni e, con esso, la capacità delle società di riprodursi, trasmettere conoscenza e immaginare il proprio avvenire”.

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