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Economia
Confindustria bulgara su Bonomi: 123 voti. Rumors sulle vicepresidenze

Come anticipato da Affaritaliani.it Carlo Bonomi conserva il forte consenso raccolto in questi mesi di  dura campagna elettorale e diventa il nuovo presidente della Confindustria: è il trentunesimo nella storia della più grande associazione degli imprenditori italiani.

Al termine del voto elettronico, il numero uno di Assolombarda è stato infatti designato dal Consiglio generale con 123 voti. Preferenze più che doppie rispetto a quelle raccolte dalla vicepresidente di Confindustria Licia Mattioli (60 voti). Un segnale importante perché in un momento drammatico per l'economia italiana avere una Confindustria compatta sulla figura del presidente ne aumenta la forza rappresentativa, ora che la confederazione dell'Aquilotto deve farsi ascoltare più che mai dal Governo.

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Licia Mattioli

Bonomi che guiderà l'associazione per i prossimi quattro anni, succedendo a Vincenzo Boccia, sarà sottoposto al voto alla votazione dell'assemblea privata il prossimo 20 maggio. Voto che si svolgerà sempre sulla piattaforma fornita da Gisa. 

A fine aprile, l'ex Giunta di Confindustria dovrà votare squadra di vicepresidenti e il programma. Al termine della votazione, Bonomi ha ringraziato la sfidante Mattioli per aver contribuito ad "arricchire il dibattito all'interno della Confindustria", richiamando poi all'unità l'associazione. 

Hanno votato tutti i 183 aventi diritto. Nessuna scheda bianca, nessuna scheda nulla. Il momento di svolta della campagna elettorale è stato quando dopo il ritiro il 7 marzo, preannunciato da Affaritaliani.it, del bresciano Giuseppe Pasini su cui erano confluiti i voti del candidato Emanuele Orsini e le preferenze di quanti simpatizzavano per il triestino Andrea Illy, circa 20 preferenze in tutto si sono compattate, capitanati dai due vicepresidenti di Confindustria Lisa Ferrarini e Stefan Pan, su Bonomi. Risolvendo così una competizione che fin dall'inizio prevedeva invece un rush finale fra i bonomiani e gli anti-bonomiani, i sostenitori cioè degli altri candidati che non si riconoscevano nel presidente di Assolombarda.

Le considerazioni sulla necessità di unire l'associazione in un momento drammatico com'era quello che stava facendo capolino della crisi del Coronavirus hanno spinto quel nocciolo di consensi a spostarsi in blocco verso il capo degli imprenditori meneghini e ad acuire le distanze fra i runners rimasti in campo: Bonomi e Mattioli. Solco che, a differenza di quanto fatto filtrare dai supporter dell'imprenditrice orafa torinese, non è più stato colmato.

"Una delle due fazioni vorrebbe creare un clima da filo di lana. Ma non è così: chi conosce Confindustria sa che l’approccio prevalente è molto conservatore, la fotografia dei 'Saggi' fa fede per tutti. Anzi, chi aveva dei dubbi tendenzialmente si accoderà al vincitore nel voto. Tutto il resto è teatro!", raccontava una fonte di primo piano in Unindustria Roma nelle 48 ore che precedevano il voto. Stato dell'arte di cui Affaritaliani.it ha sempre dato conto mentre venivano fatti circolare ad arte rumors di sostanziale pareggio fra i due candidati. 

Gli occhi ora sulla squadra di vicepresidenze che aiuterà Bonomi in questo quadriennio in cui verrà rivoluzionata la struttura di Viale dell'Astronomia all'insegna della discontinuità come chiesto da molte parti del Nord. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, entreranno nel Consiglio di presidenza la vicentina Barbara Beltrame Giacomello, il modenese Emanuele Orsini a cui adrà la delega alla Finanza e il varesino Giovanni Brugnoli, per cui si tratterebbe di una riconferma (già vice di Boccia).

Poi c'è il Sole 24 Ore su cui avrebbe messoro gli occhi il past president Gianluigi Abete, elettore romano di Bonomi e il vicepresidente di Assolombarda Antonio Calabrò. Il Sole è una società quotata che richiede stabilità di governance e il presidente designato sa che Edoardo Garrone ha ancora un anno e mezzo di mandato. 

@andreadeugeni

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