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Economia

Di Andrea Radic

"Quando i nostri concorrenti sono tedeschi o europei l'impatto dell'euro in decrescita non è  così importante.
Ma un euro competitivo, dato che il grande motore che tira l'economia mondiale è quello americano, quindi in dollari, insieme a quello messicano, rappresenta una grossa spinta. Petrolio basso e euro in queste condizioni sono l'oggettiva spinta per la nostra economia", spiega ad Affaritaliani.it Gianfelice Rocca, presidente Assolombarda. E il numero uno di Federmeccanica Fabio Storchi chiosa: "Sul lavoro vogliamo flessibilità in entrata e in un uscita e il governo va in questa direzione, ora ci vuole coerenza perché i provvedimenti si estendano a tutta la platea degli occupati, senza differenze".

Sull'euro basso: "Il nostro settore è campione di esportazione, l'anno scorso abbiamo esportato 190 su 490 miliardi di produzione. Abbiamo sempre sofferto cambio alto del euro che rappresentava economia in declino, quella europea, rispetto a altri continenti.
Salutiamo con favore il nuovo trend dell'Euro, innescato anche dall'attesa dell'evoluzione dei tassi di interesse sul dollaro, che rappresenta una leva competitiva per le merci che produciamo e esportiamo nel mondo".

"Togliere Art.18 a tutti", risponde il ministro del lavoro, Poletti sempre ad Affaritaliani.it. "Stiamo andando in un'altra direzione".

 

Con l'euro in calo la crescita accelera
Su Affaritaliani.it l'analisi della Confindustria

 

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