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Economia


 

Pagamenti online

Guardate con sospetto dai mercati internazionali per il livello di sofferenze nell'attivo e, fino a pochi mesi fa, per essere piene zeppe di titoli di Stato italiani e quindi troppo esposte al rischio Paese, ma al top in Europa per i prodotti offerti attraverso il canale online. Per una volta, le banche italiane sono le prime in Europa almeno nella qualità dei conti online.

E' il sorprendente risultato di una indagine dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, centro studi fondato dalla rivista Focus Money le cui analisi sulle performance qualitative delle aziende attive in diversi settori, tra cui quello bancario, assicurativo e delle utenze in generale sono molto note fra gli addetti ai lavori. Indagine da cui emerge che le banche online del nostro Paese battono anche le dirette concorrenti di Germania e Austria, Paesi all’avanguardia nel mercato del credito via web.

Secondo gli esperti, circa 17,3 milioni di italiani fanno uso dell’home banking e di questi ben 10,3 milioni usano soltanto i conti online, di gran lunga più economici dei conti correnti tradizionali in filiale. Strumenti che in gran parte sono quelli di Banca Ifis (ContoMax Free), Banca Mediolanum (Conto Freedom One), Banco Popolare (Conto YouBanking, riservato ai nuovi clienti), Finecobank (Fineco), ING Direct (Conto Corrente Arancio) e IWBank (Conto IW), conti accomunati dal fatto di concedere un fido e confrontati dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza.

Euro

Valutando due tipi di profilo e cioè quello di un cliente con giacenza media sul conto di circa 3000 euro, 1000 euro di fido e 500 euro usati per 30 giorni, con accredito dello stipendio e media intensità di utilizzo del conto e quello alternativo di un cliente con giacenza media invece di 6000 euro, 1000 euro di fido e 0 euro usati, sempre con accredito dello stipendio e media intensità di utilizzo del conto, i conti migliori sono risultati essere nell’ordine quello di Banca Ifis, seguito da Conto Corrente Arancio e da Conto WeBank. Classifica stilata in base a parametri chiave come gli interessi a credito, interessi a debito, costi fissi (canone annuale, bancomat, carta di credito e imposta di bollo), costi variabili (commissioni per prelievi e pagamenti), commissioni per fido e sconfinamenti.

Secondo l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, il primo piazzato, che però ha lo svantaggio di non prevedere l’emissione di una carta di credito, consentirebbe un saldo medio positivo annuo di 34,50 euro per effetto della differenza tra costi e interessi creditori. Il Conto Corrente Arancio prevederebbe una spesa media annua di solo 1,44 euro, che salgono a una media di 16,85 euro l’anno per Conto WeBank. Cifre super competitive rispetto ai 100 euro circa di costo medio che un conto corrente tradizionale fatto in filiale comporta. Che sia il caso di accelerare la transizione dai canali bancari tradizionali a quelli online? Che fosse sempre più apprezzato dagli utenti, perché più dinamico lo si poteva intuire, ora la convenienza (in tutta Europa) parla chiaro.  
 

 

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