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di Luca Bozzi

I conti deposito: come far fruttare i propri risparmi  

Avete un gruzzoletto di risparmi messo su con fatica e vorreste adesso che tutti questi sacrifici servano in qualche modo a farvi guadagnare qualcosa? Se ci si guarda in giro si capisce subito che le possibilità di investimento oggi offerte dal mercato non sono delle più rosee: lasciare i soldi nel conto corrente significa praticamente rinunciare a qualsiasi tipo di guadagno.

Di contro la Borsa può essere un’opportunità ma anche una fonte di rischio visti gli andamenti altalenanti del mercato finanziario. I titoli di Stato infine non offrono grandi prospettive di guadagno. E quindi? E quindi bisogna indirizzare i propri risparmi verso una delle poche alternative che si stanno dimostrando efficaci in termini di investimento nel medio lungo periodo: i conti di deposito.


Conti deposito vincolati e non vincolati

I conti deposito sono una versione semplificata dei conti correnti tradizionali, in quanto manca, ad esempio, la possibilità di effettuare prelievi da bancomat e da sportello, o di utilizzare assegni e carte di credito. Si potrebbe considerare i conti deposito come dei “conti correnti statici”, in cui il denaro depositato rimane “fermo” per un certo periodo di tempo e non è soggetto a variazioni significative del saldo a causa di prelievi o versamenti.

Proprio in ragione di questa staticità i conti deposito sono in grado di assicurare un tasso di interesse attivo medio decisamente più alto rispetto a quello proposto dai conti correnti tradizionali.

Sul mercato esistono due tipologie principali di conto deposito: quello vincolato e quello non vincolato. Le differenze principali tra queste versioni sono due: nel conto vincolato la banca assume il possesso temporaneo del denaro depositato ed è quindi più libera di effettuare i propri investimenti sul mercato finanziario nazionale ed internazionale. Per poter far questo, nel conto vincolato, esistono specifici limiti rispetto alla libertà del correntista di poter accedere al proprio deposito. In questo modo, seconda differenza, il conto deposito vincolato è in grado di assicurare tassi di interesse attivi di circa un terzo più alti rispetto a quelli del conto deposito libero.

I tassi di interese e l'intervento dell'Abf

La questione dei tassi di interesse dei conti deposito è di recente finita sotto la lente di ingrandimento dell’Arbitro Bancario Finanziario. Il “casus belli” è stato il reclamo di un correntista che si è visto cambiare il tasse di interesse, al ribasso, mentre il deposito era già attivo. La banca ha giustificato questa operazione come conseguenza dell’abbassamento dei tassi medi di mercato.

In merito l’ABF ha dato ragione al correntista spiegando che la banca in questione non era autorizzata a modificare i tassi di interesse a deposito in corso, obbligandola a remunerare il cliente secondo i tassi di interesse preventivati all’inizio del periodo di deposito.

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