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Economia

Il Cda di Mps ha approvato oggi i risultati dell'esercizio 2012, chiuso con una perdita di 3,17 miliardi di euro (superiore alle attese), a causa in particolare di svalutazioni di avviamento e intangibili e rettifiche su crediti per 2,67 miliardi di euro, di cui 1,37 miliardi nel solo ultimo trimestre. Un "bilancio di svolta", come ha sottolineato in conference call l'amministratore delegato della banca senese, Fabrizio Viola, secondo cui la "discontinuità" con la precedente gestione "si colloca peraltro in un esercizio difficile per tutti, sia per le banche sia per il sistema".

Un 2012 difficile in cui calano (-6,2%) anche i ricavi, "sia per effetto della riduzione del margine di interesse (-18,1% su base annua) che sconta il brusco calo dei tassi di mercato e, nel quarto trimestre, la contabilizzazione degli interessi sui Tremonti bond e i mutati criteri di consolidamento di Banca popolare di Spoleto" sia "per effetto della riduzione delle commissioni nette (-7,4% annuo) che scontano prevalentemente i costi della garanzia governativa necessaria per l'accesso alle operazioni di rifinanziamento in Bce (Ltro), a fronte di una lieve crescita delle componenti commerciali", spiega una nota dell'istituto.

Gli oneri operativi sono peraltro in calo del 3,7% "grazie alle manovre sul personale sia in termini di dimensionamento che in termini di efficientamenti contrattuali", un modo elegante per ricordare come Mps abbia proceduto a chiudere le prime 200 filiali (su 400 indicate come obiettivo di riduzione degli sportelli dal piano industriale 2012-2015) e come siano già usciti anticipatamente mille (tra cui 106 dirigenti) dei 1.660 dipendenti che dovranno lasciare la banca entro il prossimo giugno. Prime "evidenze" della cura dimagrante voluta da Viola e Profumo che hanno peraltro comportato circa 311milioni di oneri di ristrutturazione "una tantum", legati agli incentivi all'esodo del personale in esubero.

Sul fronte dell'esposizione al rischio su credito Mps ha proceduto ad alzare al 57,9% la copertura dei crediti in sofferenza, aumentati del 2,5% rispetto a fine 2011, "in considerazione del perdurare della crisi e delle incertezze delle prospettive future". Quanto al portafoglio derivati, a fine 2012 esso ammontava a 38,4 miliardi con un incremento di un miliardo rispetto un anno prima ed un'esposizione che Mps ha precisato essere concentrata su titoli di stato italiani, cosa che ha consentito nel quarto trimestre di risentire positivamente della ripresa del valore dei titoli e della riduzione degli spread.

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