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Economia

La corte di appello di Roma ha assolto Danilo Coppola, perchè il fatto non sussiste, dall'accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al crac della società Micop, vicenda costata in primo grado all'imprenditore una condanna a sei anni di reclusione e una lunga custodia cautelare preventiva. Stesso destino processuale anche per Daniela Candeloro, ex addetta alla contabilita', oggi assolta dopo essere stata condannata a 4 anni dal tribunale. Si e' chiusa cosi' una vicenda giudiziaria su cui ha certamente pesato la decisione con cui lo scorso dicembre la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Micop, aveva decretato la nullita' della sentenza di fallimento.

I giudici della corte di appello di Roma hanno disposto nei confronti di Danilo Coppola la restituzione delle partecipazioni azionarie precedentemente poste sotto sequestro, compresa la quota del 2% di azioni della Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (BIM). "Il periodo di detenzione, subito da Coppola per le accuse per cui oggi si e' avuta l'assoluzione piena, ha provocato centinaia di milioni di danni al Gruppo", si legge in una nota. E l'imprenditore, dopo l'assoluzione, ha cosi' commentato: "Il mio arresto, come ho sempre detto, e' stato creato ad arte ed in molti oggi si dovrebbero per questo vergognare".

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danilo coppolabancarottaassoluzione
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