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Coronavirus? Non ci fa più paura. Ma è l’economia che spaventa tutti

Coronavirus? Non ci fa più paura. Ma è l’economia che spaventa tutti
Coronavirus, misure straordinarie di pulizia alla Stazione dei treni Milano Porta Garibaldi
Il Coronavirus alza la voce e i contagi schizzano da 0 a 500 in pochi giorni, e L’Apocalisse ha inizio: Barbara D’Urso ci insegna come si fa a lavarsi le mani; la birra Corona perde in 5 giorni milioni di fatturato

Il Coronavirus alza la voce e i contagi schizzano da 0 a 500 in pochi giorni, e L’Apocalisse ha inizio: Barbara D’Urso ci insegna come si fa a lavarsi le mani; la birra Corona perde in 5 giorni milioni di fatturato; i supermercati vengono saccheggiati (si salveranno solo le penne lisce e le farfalle); le Regioni diramano bollettini di massima allerta: tutti in casa, scuole chiuse, uffici chiusi, bar chiusi (a metà), stop a ogni inIziativa, proibiti assembramenti; mascherine introvabili e Amuchina introvabile, e anche i passanti diventano introvabili. I TG e i titoli dei giornali decretano la fine del mondo.

Poi tra ieri e oggi accade il miracolo.

“Milano non si ferma” (e ci fanno pure un video che i più tonti troveranno addirittura geniale), riaprono bar, negozi, banche, uffici; la gente torna per strada, i supermercati vengono magicamente riforniti e non c’è più l’arrembaggio, e si trova pure l’Amuchina (le mascherine no, ma per quelle vi vuole ancora di giorni), e i titoli dei giornali sono più morbidi, e i TG sono meno apocalittici.

Ma cosa è successo veramente? Il virus è morto? Ha perso virulenza? E’ sparito? Dorme? Macchè.

Non è cambiato niente, anzi: semmai i contagi continuano ad aumentare, solo che è cambiato il modo di affrontare il problema. Lo Stato e le Regioni hanno fatto due conti, e hanno capito che chiudere “l’ambaradan” del commercio e della produzione gli sarebbe costato troppo in risarcimenti, sovvenzioni, indennizzi e interventi e sostentamenti vari. Un prezzo troppo alto: meglio sacrificare il gregge, e salvare l’economia?Chi lo sa, ma in fondo: “pecunia non olet”, mai. 

E così la colpa diventa tutta dei giornalisti (che di colpe ne hanno anche loro in fondo, ma non tutte) perchè hanno gridato: “al lupo” e perchè hanno terrorizzato il popolo. I virologi fanno retromarcia, tentano di minimizzare il pericolo, gettano acqua e non più benzina sul fuoco, e noi tutti non sappiamo più che fare, come fare, e soprattutto siamo confusi. Come sempre.

“E’ soltanto una brutta influenza”, dicono. E ancora: “muoiono solo i vecchi già malati”. E ancora: “basta stare attenti e non ci succederà niente”. Come se una brutta influenza fosse una passeggiata in montagna; come se i vecchi non contassero più niente, e come se stare attenti bastasse ad evitare tutte le disgrazie e le iatture possibili.

Tutto questo mi ricorda quando mia madre nascondeva la ciabatta dietro la schiena e mi diceva: “stai fermo che voglio solo parlarti”. Insomma italiani: non allarmiamoci, ma non perdiamo di vista quel poco che sappiamo (sperando che sia vero) e soprattutto armiamoci di pazienza, self-control e di buon senso.

Abbiamo il solito nemico da combattere. Il Coronavirus? Ma va! Il nemico è sempre lo stesso, il nemico numero uno di sempre: l’uomo (e il denaro). Il Coronavirus è solo una sua creatura, è la ciabatta nascosta dietro la schiena.

E occhio, perchè vi confido un segreto: non era vero che mia madre voleva solo parlarmi. Mentiva anche lei.