Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Coronavirus, ovvero come un virus ti sputtana la neoreligione neoliberista

Coronavirus, ovvero come un virus ti sputtana la neoreligione neoliberista

Coronavirus, ovvero come un virus ti sputtana la neoreligione neoliberista
Coronavirus
Esiste una teoria, che si chiama neoliberismo, che ci è imposta come dottrina nella forma di un capitalismo selvaggio e spesso volatile (eccessivamente finanziario) ed ha sostituito il capitalismo moderato dagli Stati

Esiste una teoria, che si chiama neoliberismo, che ci è imposta come dottrina nella forma di un capitalismo selvaggio e spesso volatile (eccessivamente finanziario) ed ha sostituito il capitalismo moderato dagli Stati. Questa teoria vive e si alimenta del falso mito “essere umano uguale merce” (mercificazione del lavoratore) ed è una forma di nuovo nazismo visto che ha sulla coscienza sofferenza, disparità, sfruttamento, disoccupazione, guerre, migrazioni, mine anti uomo, virus, fame (si pensi all’Africa), bolle da socializzare e monete straniere definite in modo menzognero “uniche” (nel senso di “di tutti”). 

Grazie al neoliberismo, che ci ha imposto l’aberrazione del globalismo, sua corsia preferenziale, ingenti parti di ricchezza, come virus si spostano da un continente all’altro cioè dove alle multinazionali fa più comodo (in Cina ad esempio) e con esse si delocalizzano la produzione delle merci ed il lavoro per trasformarle (dove esso costa meno ovviamente). 

In questo modo si crea una competizione al ribasso a livello mondiale e mentre pochi si arricchiscono in modo smisurato si redistribuisce miseria a tutti gli altri. In spregio ad ogni forma di equilibrio la quota dei profitti e dell’indefinitezza, di pari passo umilia quella dei salari e delle tradizioni locali e se questi ultimi fattori resistono, vengono identificati come ostacoli, sono comprati i decisori politici e sindacali e si abbattono. Sardine, rivoluzioni colorate, artisti pappagalli, servono allo scopo, a rendere opinione i fatti, a creare un substrato di condivisione tra la gente che senza capire si fida quando dovrebbe essere la prima ad incazzarsi. 

Queste che sono vere e proprie porcate, sono legittimate mediante autorevoli chiacchiere di pseudo esperti con l’equazione disumana “merci uguale persone” cui fanno seguire “libertà di circolazione delle merci uguale libertà delle persone”, ovvero, “se imponi un dazio sei automaticamente additato, condannato”: peccato che UE e USA, che si considerano le aree più civili al mondo, di dazi sono espertissime perché da molti anni ne fanno, giustamente(!), largo uso. Evidentemente i neo-dogmi “uomo uguale merce” e “dazio uguale cattivo” sono barzellette, ma non ci voleva molto a capire che l’uomo se viene svilito a merce ha tutto da rimetterci no? Quindi i dazi si fanno ma non si dicono (un po’ come la lettura dell’oroscopo) altrimenti a questa neo-religione non crede più nessuno.

L’uomo non è una merce quindi ma intanto il neoliberismo è diventato, appunto, una neo-religione e se ti opponi vieni definito comunista o fascista o più recentemente populista o sovranista. L’ultima definizione poi è un concentrato di stupidità: ascoltando Radio Radicale, che fa largo uso di questa terminologia, ho sentito definire “sovranista” un leader politico tunisino! Peccato che questo termine sia stato “coniato” dal regime neoliberale per stigmatizzare (lo stigma è il prodromo di tutte le persecuzioni) chi chiede che tra Italia e Germania venga ristabilita una equa corrispondenza tra economia e moneta visto che fu stravolta da un accordo per noi estremamente svantaggioso (1 Marco = 990 lire) preceduto da una manipolazione finanziaria mirata di questo rapporto cambio. 

Cosa c’entra quindi il tunisino? Niente ovviamente ma ciò che conta è fare paura cioè dire “sovranista” e lasciare che il “suono” della parola spaventi!

Il riequilibrio di cui sopra, visto che ne abbiamo parlato chiudiamo il discorso, può avvenire mediante eurobond o mediante lo smantellamento della moneta unica. L’alternativa è una economia col freno a mano tirato cioè con maggiore disoccupazione, minori consumi/benessere interno lordo, minori salari/diritti e il tutto con buona pace dei perbenisti e delle politiche degli zero virgola tanto care a questo Governo (che infatti ci ha portato in recessione al primo battito d’ali).

In questo contesto di idiozia è giunta l’epidemia di Covid-19 (Coronavirus) e per difenderci da essa abbiamo imposto dei…dazi! 

Divieti, muri (gli italiani rispediti a casa loro o bloccati da Francia, Austria, Mauritius, Turchia ecc), controlli, quarantene cosa sono se non dei veri e propri dazi: sensati, sensatissimi! Non mi offenderei se un paese straniero mi dicesse gentilmente “non puoi entrare” perché capisco e condivido: questa epidemia va fermata!

La virologia, la microbiologia quindi, hanno riportato alla luce una verità che in economia veniva tenuta nascosta ai locchi (in Toscana un locco è un fesso, uno, ad esempio, che crede in modo acritico, magari perché la TV crea un pensiero dominante): quando il sistema è eccessivamente aperto, siamo di fronte ad un eccesso, e gli eccessi prima o poi generano una patologia e di fronte ad una patologia ci si deve difendere altrimenti sono i più fragili a rimetterci.