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Legge di Stabilità, Corte dei Conti: lascia nodi irrisolti

La Legge di Stabilità varata dal governo Renzi subisce l’ennesimo attacco. Pesantissimo. Dopo i tecnici della Camera, questa volta l’affondo arriva dalla Corte dei Conti. “E’ una manovra in deficit che lascia ‘nodi irrisolti’ sul tavolo”

Prosegue l’iter legislativo della Legge di Stabilità e crescono le critiche nei confronti della manovra di politica economica del governo Renzi. Dopo i rilievi mossi ieri dai tecnici dei Camera e Senato secondo cui l’abolizione della Tasi metterà in difficoltà tutti i sindaci e il grido dall’allarme del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che teme la fine della Regioni, oggi tocca alla Corte dei Conti che non risparmia critiche all’esecutivo.

Secondo la magistratura contabile, infatti, la scelta di politica economica fatta dal Governo nella legge di Stabilita “utilizza al massimo gli spazi di flessibilità disponibili, riducendo esplicitamente i margini di protezione del conti pubblici, e lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti (quali il definitivo riassetto del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali”. Temi già sollevati, peraltro, dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale anche la questione esodati è destinata a lasciare pesanti strascichi rendendo necessaria un’ottava salvaguardia nononstante la settimana appena introdotta nella Stabilità.

Tasi. Nel corso della sua audizione, il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, si è soffermato sull’abolizione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa spiegando che la “principale fonte di finanziamento manovrabile degli enti riguarda le abitazioni diverse dalla prima casa, su cui continuerà a vivere il dualismo Tasi-Imu, con la conseguenza che la maggioranza dei servizi indivisibili forniti dai Comuni graverà di regola sui non residenti e quindi soggetti non in grado di operare il ‘controllo politico’ sull’operato degli amministratori attraverso il voto”. Per Bankitalia, invece, il taglio della Tasi avrà impatti limitati sui consumi: “Meglio tagliare le tasse sulla produzione che sulla casa”.

Iva. Inoltre la legge di Stabilità “sconta il carattere temporaneo di alcune coperture e il permanere di clausole di salvaguardia rinviate al futuro”. Secondo Squitieri un “riassoribimento” delle clausole nel 2017 e nel 2018 “richiederà l’individuazione di consistenti tagli di bilancio o aumenti di entrate sia pur resi meno onerosi dai benefici di una maggiore crescita”. In questo contesto, quindi, “le condizioni economiche” del Paese “avrebbero potuto consigliare l’adozione di interventi sulla spesa fiscale (riguardanti ad esempio un articolato intervento sulle aliquote Iva agevolate o sulla stessa struttura delle aliquote Iva) eventualmente attutiti (ma non annullati) con misure di sgravio”.

Bankitalia. Il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Federico Signorini, si è concentrato sul tema contante spiegando che ridurne la circolazione – il costo annuo della gestione è stimato in 8-10 miliardi di euro – “resta comunque un obiettivo da perseguire, non da ultimo per motivi di efficienza. Nel nostro Paese la propensione all’utilizzo del contante rimane molto più elevata dalle media europea. E’ opportuno incentivare le transazioni effettuate con le carte di pagamento, riducendo i relativi costi e le commissioni a carico degli esercenti”. Quanto all’utilizzo del contante, “dal mero punto
di vista del tracciamento delle transazioni, quanto più la soglia è bassa tanto meglio è, ma ci sono limiti pratici da considerare. Non vi sono quindi elementi per escludere a priori l’opportunità di un innalzamento del limite generale da mille a tremila euro”.