Covivio, conti da urlo nel primo semestre 2026. I numeri
Più hotel, più Sud Europa, più utili. È la sintesi del primo semestre di Covivio, il gruppo immobiliare quotato a Parigi di cui Delfin è primo azionista. Risultati in crescita che non risentono delle tensioni interne alla holding della famiglia Del Vecchio e delle loro possibili ricadute sul risiko bancario.
Il risultato netto ricorrente (Epra earnings rettificato) è salito del 7,3% a 282,4 milioni di euro, pari a 2,55 euro per azione, mentre il patrimonio netto rivalutato (Epra Nta) raggiunge 84,2 euro per azione (+1,6% da fine 2025). I ricavi consolidati si attestano a 526 milioni: in calo del 2,1% a perimetro corrente, per effetto soprattutto dell’indennizzo CB21 incassato nel 2025 e delle cessioni, ma in aumento del 2,2% a perimetro costante. Il tasso di occupazione resta elevato, al 97%, e la struttura finanziaria solida, con un loan to value al 38,6%. Su queste basi il gruppo conferma la guidance: utile ricorrente per azione in crescita di circa il 4% nel 2026.
La scommessa alberghiera
Il dato più significativo del semestre è però strategico: Covivio ha proseguito il riequilibrio del portafoglio verso l’alberghiero, acquisendo cinque hotel in locazione nell’Europa meridionale per 260,5 milioni complessivi. Quattro sono a Milano — strutture a 4 stelle ristrutturate, circa 900 camere in zone di pregio, rilevate in sale-and-leaseback da Invest Hospitality per 217 milioni — e uno a Torremolinos, sulla Costa del Sol. I contratti, della durata media di circa 20 anni, offrono rendimenti target superiori al 7% e portano l’Europa del Sud al 26% del portafoglio hotel.
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Il patrimonio complessivo, pari a 24,2 miliardi di euro, resta bilanciato tra uffici (47%), residenziale (29%, concentrato a Berlino) e hotel (24%). Ad aprile il gruppo ha inoltre costituito con Blue Owl Capital una joint venture sui tre campus Thales di Vélizy-Meudon, valutati 503 milioni, di cui Covivio mantiene il 51%.
Governance: successione avviata
Sul fronte della governance, il cda ha rinnovato per quattro anni il mandato dell’amministratore delegato Christophe Kullmann e nominato due deputy ceo: Alexei Dal Pastro, attuale Ceo Italy e German Offices, che assumerà l’incarico dal 1° gennaio 2027 mantenendo i ruoli attuali, e Aude Grant, in arrivo a settembre con la responsabilità degli uffici in Francia. Una pianificazione della successione che, ha spiegato Dal Pastro, punta a garantire continuità manageriale e rafforza ulteriormente il peso di Milano e dell’Italia nelle strategie del gruppo.

