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Economia
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Un dejavù. Già, la crisi di Cipro è proprio un dejavù. Ricordate quando a fine 2009 la terribile crisi dei mutui subprime cominciava finalmente ad allentare la presa, i bilanci delle banche americane ed europee piano piano a riprendersi, le Borse a rifiatare, gli interrogativi sulla cosiddetta double-dip (ritorno in recessione) a trovare risposta, gli asset di quella che fu Lehman Brothers venduti con successo con uno spezzatino e quasi ritrovata la serenità i mercati tornarono a tremare per il crack finanziario da 69 miliardi di dollari di Dubai, rigettando nuovamente gli operatori nell'incertezza?

Oggi, gli affanni del sistema bancario di Cipro e lo spettro del prelievo forzoso dai conti degli abitanti di Nicosia che rischiano di riaccendere la crisi del debito europeo è un po' frustrante come allora. Al netto delle incertezze politiche e dei narcisismi di Beppe Grillo in Italia, l'Europa stava infatti tornando a guardare con una certa fiducia al futuro della moneta unica. Ma ora si torna a parlare di rischio contagio e di debolezza del Vecchio Continente quando stava per tornare definitivamente il sereno. Quando finirà questa sindrome del gambero?

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