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Economia
Cuneo fiscale, Passera ad Affari: "Premiare le aziende che assumono e le famiglie con figli"

di Andrea Deugeni

"Servono cifre rilevanti e devono essere premiate le aziende che investono e che assumono e le famiglie con figli e anziani a carico". E' questo il giusto mix secondo Corrado Passera, ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti e fondatore, come lui stesso l'ha definito, del nuovo "incubatore, movimento politico" Italia Unica, per strutturare il taglio sul cuneo fiscale di cui tanto si sta discutendo in queste ore e che dovrebbe approdare mercoledì per una prima discussione sul tavolo del Consiglio dei ministri del governo Renzi. Il presidente del Consiglio non ha ancora deciso come distribuire lo sconto sul prelievo sul lavoro, cioè se darlo tutto alle imprese (taglio dell'Irap), tutto ai lavoratori com'è tentato di fare e come aveva promesso durante la campagna elettorale per le Primarie del Pd (meno Irpef anche attraverso le detrazioni o il taglio dei contributi) o in parte alle aziende e in parte ai lavoratori.  

Contattato da Affaritaliani.it, Passera spiega che per il momento non c'è ancora una sufficiente visibilità sulla misura per dare un giudizio compiuto. "Stiamo a vedere prima come l'esecutivo vuole tagliare il cuneo fiscale. Ora, ci sono soltanto degli annunci che non permettono di capire come si articolerà l'intervento definitivo", dice. Ma se fosse lui a tenere le redini del governo, l'ex ministro con un passato in Poste Italiane e in Banca Intesa fa capire di essere d'accordo con quanti vogliono una soluzione mista che agisca sia sulla componente Irap sia su quella Irpef, ma non indistintamente. Selezionando, cioè, all'interno dell'universo dei soggetti interessati che dovrebbero beneficiare dell'allentamento della pressione fiscale, quelle "aziende che investono e che assumono e le famiglie con figli e anziani a carico". In più, mettendo a disposizione dell'intervento una dotazione di risorse maggiori, tale da provocare uno shock espansivo sul Pil che sia significativo.

renzi padoan 500
 

Intanto, sul tema, al ministero del Tesoro, i tecnici coordinati dal ministro Pier Carlo Padoan sono alla ricerca delle coperture che serviranno per sostenere la sforbiciata da 10 miliardi che servirà per dare una mini scossa all'economia, ampliando così una ripresa che nel 2014, secondo le ultime stime della Commissione Europea, sarà di un misero 0,6%. Incremento non sufficiente, per Bruxelles, a mettere il Paese al riparo da quegli "squilibri eccessivi" (debito pubblico elevato e bassa competitività) che ne minacciano la tenuta.

Mentre il premier Matteo Renzi ieri ha invitato le parti sociali a non partecipare al "derby tra lavoratori e imprese sugli sgravi", il ministro dell'Interno e leader Ncd Angelino Alfano ha smentito oggi i contrasti in seno all'esecutivo sulla destinazione delle risorse disponibili. "Nel prossimo Consiglio dei ministri ci sarà una botta molto forte sul cuneo fiscale a favore del cittadino italiano", ha affermato Alfano, secondo cui "bisogna trovare le risorse e stabilire dove collocare queste risorse". "Daremo un segnale di riduzioni fiscali senza precedenti, il più grosso taglio alla spesa pubblica e alle tasse che si ricordi", ha aggiunto. 

Se la Confindustria ha deciso di stare alla finestra per capire se sono fondate le indiscrezioni circa la volontà di Renzi di destinare il grosso dei 10 miliardi ai lavoratori (7-8 sull'Irpef e 2-3 per le imprese), la Cgil ha abbandonato i toni concilianti con cui all'inizio aveva salutato positivamente l'intervento dell'esecutivo sul cuneo fiscale. "Se il governo non ci ascolta, se le richieste avanzate dal sindacato su lavoro e fisco non saranno accolte e si andrà in direzione contraria, siamo pronti alla mobilitazione", ha tuonato il segretario generale Susanna Camusso nelle conclusioni dei lavori del comitato direttivo che si è tenuto in Corso d'Italia a Roma. I desiderata del primo sindacato italiano sono per un taglio in favore di lavoratori dipendenti e pensionati, con un aumento quindi delle detrazioni e non con una riduzione delle aliquote di cui beneficerebbero tutti i contribuenti. 

Sulla stessa linea di Corrado Passera sembra essere il leader della Fiom Maurizio Landini, secondo cui ""non serve a nulla una riduzione generalizzata e non selettiva del cuneo fiscale. Sono da evitare interventi a pioggia. Bisogna individuare delle priorità. Ad esempio, ogni euro pubblico a favore delle imprese deve essere vincolato a quanti posti di lavoro si difendono e si creano. Vanno resi possibili forme di credito e di finanziamento agli investimenti a tassi agevolati per le piccole e medie imprese, incentivando la costituzione di reti d'impresa". "Per una ripresa dei consumi la tassazione va ridotta a partire da una riduzione dell' Irpef sui redditi da lavoro più bassi e ripristinando una vera tassazione progressiva", ha concluso Landini.

Infine, per il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, non ha senso fare il derby fra imprese e lavoratori, perchè "sono sulla stessa barca. Concentarsi  sull'irpef aiuta i consumi e quindi le imprese". 

twitter@andreadeugeni

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