Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“Sarebbe ingiusto imputare il risultato negativo della disoccupazione, la più alta dal 1977, al governo Renzi. Siamo dentro un trend che dura dal 2008”. Lo afferma ad Affaritaliani.it il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano. “Il problema, invece, è se riusciamo a interrompere questo trend negativo. Il tasso di occupazione, poi, è fermo al 55,5%, molto basso rispetto agli standard europei. Poi se guardiamo nel dettaglio vediamo il dramma dell’occupazione femminile e giovanile. Ritengo che la chiave di volta sia data dalla spinta alla crescita e agli investimenti europei e nazionali, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali. E su questo abbiamo qualche difficoltà, il piano Juncker non è molto apprezzato dai singoli paesi e specie dai privati e quindi rischia di restare sulla carta. Renzi si è sforzato di far cambiare direzione all’Europa, nonostante i dubbi della Germania, ma i risultati sono scarsi. Il contratto a tutele crscenti da solo non credo che possa far invertire la tendenza. La durata triennale degli incentivi è sbagliata, è una strada già percorsa in passato quando ci sono degli atteggiamenti opprtunistici delle imprese che hanno assunto e poi lasciato a casa o assunto finché c’erano gli incentivi. Vediamo se questo sforzo produrrà dei risultati. Aspettiamo i decreti attuativi per capire se ci saranno maggiori tutele a chi non le ha mai avute e e se verrà cancellato il precariato. Ma la situazione è dura, anche perché nel 2014 la cassa integrazione ha superato la soglia del miliardo di ore”.
