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De Benedetti, il maxi stipendio del figlio dell’Ingegnere non piace a fondi e gestori. Ecco i numeri della discordia

E non sono piaciuti nemmeno gli oltre 2,2 milioni incassati dall’ad di Cir Monica Mondardini

De Benedetti, il maxi stipendio del figlio dell’Ingegnere non piace a fondi e gestori. Ecco i numeri della discordia
Carlo De Benedetti


A molti fondi esteri e anche ad alcuni gestori italiani non sono piaciuti quei quasi 2 milioni di euro
che Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo, ha incassato lo scorso anno tra quota fissa e quota variabile per fare il presidente della holding quotata Cir, di proprietà sua e dei fratelli Marco e Edoardo.

E non sono piaciuti nemmeno gli oltre 2,2 milioni incassati dall’amministratore delegato Monica Mondardini oltre a non essere graditi gli stipendi e bonus previsti quest’anno. Lo si scopre leggendo i dettagli del verbale dell’assemblea dei soci della Cir svoltasi lo scorso 28 aprile a Milano alla quale hanno partecipato azionisti portatori di 1,08 miliardi di titoli pari al 77,7% dei diritti di voto, e che ha visto ovviamente presente la Fratelli De Benedetti, azionista di maggioranza in possesso di oltre il 54,6% dei diritti di voto.

Se infatti l’approvazione del bilancio 2025 ha segnato da parte dei soci un’approvazione “bulgara” del 100%, non così è avvenuto quando l’assemblea ha discusso i punti 5a, 5b e 6 all’ordine del giorno, relativi alla “Politica in materia di remunerazione 2026”, alla “Informativa sui compensi corrisposti nel 2025” e al “Piano di stock grant (assegnazione di azioni a titolo gratuito, ndr) per il 2026”. Qui infatti, anche se tutti e tre i punti sono stati approvati con diritti di voto tra l’89% e il 90% del capitale presente (di cui 764,5 milioni espressi dai tre fratelli De Benedetti), si sono però registrati voti contrari per oltre 118 milioni di diritti di voto, pari a percentuali fra il 7,7% e il l’8,4%. E scorrendo la lista di chi ha detto no ci sono moltissimi grandi fondi internazionali (da Amundi a Blackrock, da Fidelity a IShares, da Mercer a Schwab fino a Ubs), ma anche gestori italiani come Azimut ed Eurizon (Intesa Sanpaolo).

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