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Economia

 

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Nella prima metà del 2011 Mediobanca e UniCredit volevano Claudio De Conto in Fondiaria-Sai, manager classe 1962, appena uscito all'epoca da Pirelli con il ruolo di direttore finanziario (Cfo) al termine di una brilante carriera tutta interna nel gruppo della Bicocca dove ha scalato le posizioni di vertice, indicato per guidare il rilancio della compagnia assicurativa, dopo il pessimo bilancio del 2010 e in vista del primo aumento di capitale da 450 milioni.

Indagando nella complessa vicenda del secondo gruppo assicurativo italiano ora promesso sposo di Unipol, ma prima controllato dai Ligresti, Affaritaliani.it è in grado di rivelare che la prima scelta dei creditori di FonSai da piazzare come figura di garanzia per consentire alla compagnia di voltare pagina era il 51enne manager ex Pirelli con un curriculum Doc e di grande esperienza nei Cda di molte blue chips di Piazza Affari. E non Pier Giorgio Peluso. Oltre al colosso degli pneumatici, De Conto, appena nominato amministratore delegato di ArtSana, è stato infatti anche consigliere di amministrazione di Rcs, di Prysmian e di Generali, nel cui board è stato indicato fino ad aprile di quest'anno come consigliere indipendente espressione di Mediobanca. Poi, la scelta finale, con la designazione ufficiale che è scattata nella prima settimana del giugno del 2011, è ricaduta su Pier Giorgio Peluso, braccio destro di Sergio Ermotti nel corporate&investment banking di Piazza Cordusio e capo di UniCredit Corporate Banking

fondiaria sai 1

 

Come mai? Cos'è successo in quei mesi in cui, come ha raccontato ai magistrati di Torino l'amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni, le banche creditrici della Galassia Ligresti premevano sulla famiglia per un cambio di rotta, inserendo nella compagnia anche dei propri uomini di fiducia?

Secondo quanto rivelano ad Affari alcune fonti interne a FonSai, De Conto, che a fine 2010 era uscito da Pirelli e a marzo 2011 aveva rassegnato le dimissioni anche dal Cda di Rcs dove sedeva Pirelli, avrebbe accettato l'incarico soltanto se fosse entrato nella compagnia assicurativa come amministratore delegato. Casella che però i Ligresti avevano appena riempito a gennaio 2011, conferendo l'incarico ad Emanuele Erbetta, ex direttore generale che l'Ingegnere di Paternò aveva promosso dopo la pessima gestione Marchionni.

 

Ghizzoni 3

Irremovibile nella sua richiesta, De Conto, a cui fu proposto invece il ruolo di direttore generale, le fonti rivelano che il compromesso fra le banche e i Ligresti fu trovato dando l'incarico di dg con deleghe molto ampie a Pier Giorgio Peluso. Un cambio che fu agevolato dall'arrivo in UniCredit a febbraio 2011 da Societè Generale di Jean Pierre Mustier a rimpiazzare Sergio Ermotti.

Perché? Cosa c'entra l'arrivo di Mustier? Con un pezzo da 90 del corporate&investment banking europeo in Piazza Cordusio, Peluso avrebbe dovuto "arrotondare" di molto il suo raggio d'azione. Da qui, spegano le fonti, la decisione dell'attuale Cfo di Telecom Italia di accettare la complessa sfida di portare al turnover nel più breve tempo possibile la compagnia dei Ligresti e di cambiare casacca.

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