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Economia
Def, Padoan conferma: "Rinviamo il pareggio di bilancio". Ok del Parlamento

"Nonostante i segnali di ripresa anche nel 2014, il gap tra crescita osservata e crescita potenziale resterà molto negativo" e "la ripresa economica è ancora fragile". Motiva così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo al Senato nella discussione sul Def, il perché il governo ha deciso il rinvio del pareggio di bilancio, chiedendo per questo un voto a maggioranza assoluta. Padoan ha comunque assicurato che il pareggio di bilancio "verrà conseguito pienamente nel 2016".

Per questo ha chiesto in Aula al Senato e alla Camera il voto a maggioranza assoluta (che è arrivato) per autorizzare sia le modalità di pagamento del debito della p.a. riferite a eventi eccezionali e sia sullo slittamento del conseguimento del pareggio di bilancio. "Il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verrà effettuato dal governo in base alla legislazione riferita a eventi eccezionali - ha detto Padoan - che prevede una specifica autorizzazione del parlamento votata a maggioranza assoluta" giustificato con la sua capacita' di contrastare effetti avversi a eventi emersi sullo scenario economico.

Inoltre, Padoan ha richiamato la normativa europea che prevede la possibilità di una maggiore flessibilita' nella convergenza di medio periodo "in presenza di importanti riforme strutturali" e a condizione "che sia mantenuto un margine di sicurezza nel rapporto deficit-Pil".

Quanto alla polemica sulla lettera a Bruxelles con l'annuncio del rinvio - che ha provocato le proteste dell'opposizione per la mancata consegna del testo al Parlamento - ha parlato di una tempesta in un bicchier d'acqua.

Intanto, fonti di Palazzo Chigi smentiscono l'ipotesi di interventi sulle detrazioni, come riportato oggi da alcuni organi di stampa. Più in generale, precisano le stesse fonti, si invita a diffidare di voci, bozze, ipotesi e ad aspettare il cdm di domani con i veri provvedimenti.

Si tratta della prima volta che si attiva la procedura di deroga prevista dal nuovo articolo 81 della Costituzione, che richiede alla maggioranza qualificata di avallare le scelte di governo che portano i conti pubblici fuori dai target definiti. L'iter è stato sbrigato prima dal Senato, ma dopo pochi minuti anche la Camera lo ha completato con esito favorevole.

Il Senato ha infatti approvato con unico voto con 170 sì, 87 no e un astenuto due risoluzioni identiche, una a firma Roberto Calderoli (Lega) e una a firma dei capigruppo della maggioranza. I due testi approvano la relazione del governo con la quale si prevede uno scostamento dai target di bilancio programmati. Il gruppo della Lega, ad eccezione appunto di Calderoli, che è vicepresidente del Senato, ha votato contro il rinvio del pareggio di bilancio.

La maggioranza assoluta (161 voti) è stata centrata, anche se il governo non ha fatto il "tutto esaurito" dei voti potenziali favorevoli (171), visto che non c'era il plenum in Aula. Non è stata l'unica votazione importante, visto che sempre il Senato ha anche approvato con 156 sì, 92 no e due astenuti la risoluzione di maggioranza che dà disco verde al Def. Dopo pochi minuti, entrambi i provvedimenti sono passati al voto della Camera: la risoluzione di maggioranza al Def è passata con 348 favorevoli e 143 contrari, quella sul rinvio dell'equilibrio di bilancio con 373 si, 114 no e 4 astenuti. Anche alla Camera sono state depositate le due risoluzioni della maggioranza, identiche a quelle presentate a Palazzo Madama, alle quali il governo ha dato parere favorevole.

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