Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica, gruppo finito in queste due sedute nel ciclone delle vendite in borsa, ha transato con il Fisco italiano. Mentre il vecchio fondatore ha preso le deleghe operative del colosso dell’ochhialeria dopo l’uscita del secondo amministratore delegato in soli 40 giorni, emerge anche che Luxottica ha firmato con l’Agenzia delle Entrate una transazione da 146 milioni di euro già versati, che gli varrà anche la certezza dell’archiviazione in sede penale, dove peraltro l’annualità in contestazione (2006) è di fatto già prescritta, di questioni tributarie-penali sull’attività della holding Delfin che controlla Luxottica e che ha sede in Lussemburgo. Il motivo? I dividendi maturati in Lussembugo nel 2006 per cui la Procura di Milano lo aveva sottoposto a indagine per l’ipotesi di reato di “dichiarazione infedele”.
La maxitransazione è scaturita da questioni simili che i Pm e l’Agenzia delle Entrate hanno contestato anche a Prada (da 470 milioni) o ad Armani (da 270 milioni) o a Bosch (da 320 milioni). Il fondatore di Luxottica non si è barricato dietro ai suoi avvocati, pronto a combattere per un eterno contenzioso, e ha deciso invece di staccare un assegno.
