Delfin, colpo di scena
Una lettera di cinque pagine, datata 20 ottobre e valida trenta giorni, con un’offerta da circa 30 miliardi di euro per l’intero capitale di Delfin, la holding lussemburghese degli eredi di Leonardo Del Vecchio. A firmarla, secondo il Domani, è Michal Strnad, 34 anni, patron del gruppo ceco della difesa Csg, sbarcato a gennaio alla Borsa di Amsterdam con la più grande Ipo di sempre nel settore. Dalla holding nessun commento.
La cifra equivale al valore netto degli attivi scontato del 30%, come d’uso per le holding, e implica quindi un Nav intorno ai 43 miliardi. In portafoglio Delfin ha il 32,4% di EssilorLuxottica e quote pesanti in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%). Strnad, che a luglio ha già rilevato il 14% di Pirelli dai cinesi di Sinochem, sarebbe pronto ad accontentarsi anche del 62,5%, sufficiente per il controllo.
La strada è però in salita. Il finanziere chiede di abolire la soglia dell’88% prevista dallo statuto per le decisioni chiave: oggi, di fatto, serve l’unanimità degli otto soci, divisi da anni su governance e riassetto della cassaforte. Alcuni lamentano pure di essere stati informati in ritardo della lettera. E per fonti legali sentite dal Domani un cambio di controllo potrebbe far scattare un’Opa obbligatoria su EssilorLuxottica, che vale oltre 80 miliardi.
L’offerta arriva mentre Delfin, primo azionista del Monte, ha già aderito all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Leonardo Maria Del Vecchio ha replicato che l’eredità del padre deve restare italiana.
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