Il consolidato 2025 passa in Aula prima della scadenza: quasi 600 milioni di miglioramento, patrimonio netto a 11,8 miliardi
A Palazzo Senatorio, almeno per una volta, i numeri non fanno venire il mal di testa. Il bilancio consolidato 2025 di Roma Capitale si chiude con 266 milioni di euro di utile. E il confronto con l’anno precedente somiglia a una piccola acrobazia contabile: dal rosso di 332 milioni del 2024 al segno più, con un miglioramento complessivo di 598 milioni. Attenzione, però: non sono banconote ritrovate sotto il materasso del Campidoglio, ma la differenza tra i risultati di due esercizi.
L’Assemblea capitolina ha approvato il documento prima della scadenza di domani 31 ottobre, dopo l’esame di circa duemila emendamenti e ordini del giorno. Una maratona che, considerati i ritmi non sempre olimpici della politica romana, meriterebbe quasi una medaglia.
Il gruppo Roma ingrassa il patrimonio
Il consolidato non fotografa soltanto il Comune, ma anche il sistema delle società partecipate: una famiglia numerosa, con bilanci e responsabilità da mettere insieme. Secondo i dati presentati dalla vicesindaca e assessora al Bilancio Silvia Scozzese, i componenti positivi della gestione salgono da 10,4 a circa 11 miliardi, con un incremento di 584 milioni.
Anche il patrimonio netto guadagna terreno: da 11,2 a 11,8 miliardi di euro, 632 milioni in più. Scozzese segnala inoltre un progresso di 482 milioni nel risultato della gestione operativa dell’ente. Numeri che raccontano un rafforzamento economico, non ancora una pagella sulla qualità dei servizi.
Dal bilancio alla strada, il conto lo fanno i romani
Soddisfatta la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, che ringrazia consiglieri, Commissione Bilancio e uffici per l’approvazione anticipata. L’obiettivo dichiarato è utilizzare una maggiore stabilità finanziaria per migliorare trasporti, infrastrutture e manutenzioni. Ed è qui che comincia il secondo esame, quello senza calcolatrice. Perché un utile da 266 milioni è una buona notizia, ma il cittadino misura l’efficienza anche aspettando un autobus, percorrendo un marciapiede o evitando una buca. Il consolidato non si traduce automaticamente in asfalto nuovo e corse puntuali: servono decisioni, investimenti e lavori portati a termine.
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