Fine ingloriosa per Deliveristo, la piattaforma milanese di food delivery dedicata al B2B lanciata nel 2017 che offriva il servizio di porre in contatto ristoratori e chef con i fornitori, e che aveva soci eccellenti, dai fondi di private equity a imprenditori noti come Angelomario Moratti. Qualche giorno fa, infatti, Angela Agnese giudice delegato del tribunale di Milano ha dato tempo alla società fino al 29 settembre per presentare un piano di concordato semplificato di liquidazione del patrimonio, concedendole le misure protettive dai creditori.
Deliveristo, fondata da Ivan Aimo (con Luca Calia e Gabriele Angeleri) che ne è presidente nonché socio con il 4,5% già due anni fa aveva presentato domanda di accesso alla composizione negoziata della crisi, domanda reiterata lo scorso anno con una proposta che però non ricevete sufficienti adesioni da parte dei creditori chirografaria a fronte di debiti per complessivi 1,16 milioni di euro. Di qui la proposta di concordato semplificato che se venisse omologato vedrebbe un apporto di 100mila euro del socio United Ventures Sgr (UVS), che ha il 18,3%. Tra la nascita e il 2020 Deliveristo raccolse finanziamenti per 5,5 milioni da diversi fondi tra cui appunto UVS e due anni dopo arrivarono altri 7 milioni da Vertis Sgr (oggi primo socio con il 38%), Azimut Libera Impresa e soci privati tra i quali appunto Moratti.
Ma Deliveristo ha sempre perso soldi fin dalla nascita finché nel 2023 è iniziata la crisi culminata l’anno dopo con un bilancio che presentava perdite accumulate per oltre 14 milioni, un patrimonio netto negativo per 675mila euro e ricavi che erano crollati a 268mila euro dai 7 milioni dell’anno precedente. Il bilancio aveva visto il revisore EY dichiararsi impossibilitato ad esprimere un giudizio.

