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Economia
Della Valle dove vai se Mastella non ce l'hai?

Di Gianni Moreschi

Diego, perchè? E' noto che quando l'imprenditore marchigiano si mette in testa un'idea difficilmente ci ripensa, ma chi gli è vicino in questo momento non capisce. Perchè un'imprenditore che ha avuto successo e notorietà si deve invischiare in un'avventura senza senso.
Potrebbe continuare a fare l'imprenditore, tanto Renzi o colui che verrà dopo, dovrà sempre fare i conti con Ddv, come con tutti i poteri più o meno forti.

Il consigliere principe per Ddv resta quel Clemente Mastella, suo mèntore, che, quando ancora Diego era un ragazzo gli ha aperto molte porte. Comprese quelle dell'Iri.

Ddv si è sempre gestito molto bene. Ha capito che il marketing poteva essere un driver importante, per questo fresco di laura in giurisprudenza a Bologna e dopo una parentesi negli States, approdò alla fabbrica di Dorino a Casette. Ma il giovane era bravo e presto attaccò un'etichetta con il proprio nome e con la scritta Milano su una sede della capitale della moda. E' stato il suo modo di affrancarsi dal provincialismo degli imprenditori calzaturieri delle sue Marche, bravi sì, ma a fare le scarpe degli altri.

I suoi gommini, poi, li infilò ai piedi dell'Avvocato che divenne un testimonial del successo di Dieguito.

Le campagne pubblicitarie made in Usa, l'ammirazione per i Kennedy, i suoi viaggi hanno composto un quadro per un'imprenditore che da sempre voleva arrivare.

La quotazione è stata un passaggio importante. Anche se qualcuno ha avuto da ridire per il fatto che con una parte della sottoscrizione Ddv si sarebbe fatto pagare il marchio, che secondo lui, gli apparteneva.

Comunque sia la performance del titolo ha fatto contenti tutti e certi piccoli peccatucci sono stati presto dimenticati.

Ddv, che ha poi continuato la scalata con la costituzione del fondo Charme con il suo amico sodale Luca Cordero di Montezemolo, ha fatto passi da gigante nel mondo del lusso.

La politica è stata sempre una sirena. Lo avevano cercato di tirare in ballo anche dieci anni fa per la candidatura alla presidenza della sua Regione. Lui ha declinato, perchè i suoi disegni erano diversi e ben più consistenti.

Ma se Clemente gli è ancora vicino e lo consiglia, perchè non lo sconsiglia? Entrare in politica si sa è rischioso. basta vedere cosa è successo al Cavaliere.

Certo erano altri tempi. un decennio addietro e segna già un'epoca diversa. Berlusconi è entrato in politica quando l'Italia sembrava squagliarsi. Nessuno aveva voglia di prendere lo scettro della guida del popolo moderato. I partiti erano agonizzanti sotto i colpi mortali del pool di Milano e della gente esasperata che faceva sentire la sua rabbia in strada.

E poi Berlusconi era assediato dai 4.000 miliardi di lire di debiti e da Di Pietro e gli altri del pool. Doveva fare presto per salvarsi dalle accuse che la fonte dei suoi successi nascevano dai viaggi che Dell'Utri faceva a Palermo per andare a trovare quegli amici che ruotavano attorno alla squadra del Bacigalupo e che finivo sul tavolo di Rapisarda (morto prima del processo).

Ddv no. Ha avuto successo, siede su un gruppo del lusso che non conosce le opacità del settore edile, ha fiuto internazionale avendo acquisito Sacks (150 milioni di plusvalenza) ed è anche furbo, perchè sull'asta delle Churcs ha fregato Bertelli, intascando una plusvalenza di diverse decine di miloni di Euro.

Quindi Diego: cui prodest? E soprattutto qual è il tuo programma? E' molto diverso da quello dell'ex sindaco di Firenze?

C'è chi dice, ed è sicuro del fatto, che Mastella medita da tempo la rivincita del centro e quindi ti ha dato disco verde.

Certo che se fosse confermata l'ipotesi in Italia non si può che morire Dc.

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