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Economia
Eni, Descalzi spiega la scoperta di un maxi giacimento di gas
Corsa di Eni dopo l'annuncio della scoperta del giacimento, che arrivata a guadagnare oltre il 4%. Il titolo ha chiuso in rialzo dell'1,53%, superato sul finale da Saipem (+2,45%).

"Per l'Egitto significa l'autosufficienza energetica, con tutto ciò che questo comporta, compresa una maggiore stabilità in tutta l'area. Per l'Italia l'opportunità di importare una parte di quel gas che l'Egitto non userà. E per il nostro Gruppo significa ovviamente mettersi al sicuro in termini di riserve e di produzione di gas per il futuro". Così l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi spiega in un colloquio con la Stampa l'importanza della scoperta di gas nell'offshore egiziano del Mar Mediterraneo. "L'Egitto, fino ad oggi importatore di gas - spiega -, diventerà adesso e per i prossimi decenni completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Anche perché le stime che abbiamo sulla capacità del giacimento, sono per ora piuttosto prudenti e potrebbero essere riviste al rialzo. In ogni caso l'autosufficienza energetica significa che anche l'industria di quel Paese avrà una forte spinta allo sviluppo". Anche sull'Eni il giacimento egiziano avrà effetti positivi: "sono scoperte che aumentano il valore, svincolate dal prezzo del petrolio e che hanno una redditività interessante". Intervistato da Repubblica, l'ad del Cane a sei zampe sottolinea che dei nuovi 850 miliardi di metri cubi egiziani di gas "un quantitativo rilevante, ma sempre di complemento, potrebbe arrivare direttamente in Italia, via nave, tramite l'impianto di liquefazione di Damietta. Ultimamente quel nostro impianto egiziano non era in esercizio per mancanza di gas: ma con questa scoperta, che porterà l'Eni a raddoppiare la produzione egiziana, potremmo in futuro riempire l'impianto di Damietta e imbarcare il gas al rigassificatore di Panigaglia, o altrove". Prima di commercializzare il nuovo gas, sottolinea, ci vorrà poco tempo: "in qualche mese potremo avere la licenza di sviluppo e produzione; l'anno prossimo faremo i primi pozzi, e tutte le condotte che servono per il trasporto. Mi aspetto insomma che i frutti si vedano entro la fine del piano strategico 2015-2018. Inoltre, sappiamo già che quel gas ha ottime proprietà: è metano, povero di condensati, di anidride carbonica e di zolfo. Potremo fare i pozzi rapidamente e con caratteristiche di produttività altissime".

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