di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
CERNOBBIO – C’è molta curiosità al Forum Ambrosetti, tradizionale appuntamento settembrino che ospita il gotha dell’economia italiana, per l’esordio a Villa d’Este del candidato premier di un eventuale governo a 5 Stelle, Luigi Di Maio. Un esordio, criticato da supporter autorevoli come Ferdinando Imposimato che i grillini volevano al Quirinale e che segue il bis nel 2013 e nel 2014 dell’ideologo e fondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio e la presenza nel 2015 della senatrice Barbara Lezzi, una delle voci economiche del partito di Beppe Grillo.
“Vogliamo dare energia all’Italia e portarla in cima alla lista dei Paesi sviluppati“, dice Di Maio appena arrivato a Villa d’Este (guarda il video sotto), ribadendo il fatto di essere a Cernobbio “perché un partito emergente deve parlare con tutti, raccontando la propria idea di governo del Paese ed è per questo che ho accettato questo invito”. “Tengo molto a spiegare a questa platea – aggiunge il vicepresidente della Camera – cosa significhi per noi governare un Paese come l’Italia in un momento come questo, le nostre idee e tutto ciò che abbiamo inserito nel nostro programma di governo, inclusa la volontà di presentare una squadra prima delle elezioni politiche di primavera 2018, che è un fatto inedito e che noi come M5S faremo per la prima volta in Italia”.
Poi, Di Maio va all’attacco del resto del panorama politico tricolore. “Io credo – dice – che il M5S sia l’unica speranza per questo Paese. Abbiamo avuto una serie di presidenti del Consiglio di partiti che in questi anni ci avevano raccontato di voler cambiare le cose e che, in realtà, sono stati vittime di loro stessi”. “Gli altri vecchi partiti – conclude il suo attacco il parlamentare grillino- si sono autodistrutti perché non avevano le mani libere per cambiare le cose. Sentiamo la responsabilità come M5S di essere l’ultima speranza ed è per questo che è nostro dovere parlare con tutti, anche con chi non la pensa come noi mantenendo le nostre idee”.

Il fondatore di Algebris Davide Serra
In platea ad ascoltare Di Maio ci sarà Davide Serra, creatore del fondo del fondo d’investimento Algebris, grande conoscitore dei mercati internazionali e acceso sostenitore, fin dalla prima ora, di Matteo Renzi. Affaritaliani.it gli ha chiesto come vede un eventuale governo pentastellato.
“Una delle scelte politiche ufficiali elencate sul sito del M5S è il default del debito pubblico. Essendo quello italiano, il terzo debito al mondo, un’intenzione del genere spaventa un pochino gli investitori. Si tratta di una mossa che può far paura”, spiega con un po’ d’ironia quello che da molti nella City milanese è considerato l’enfant prodige della finanza italiana. Che poi tira in ballo quanto accaduto Oltreoceano con Donald Trump e spiega: “Bisogna capire solo se quelle dei grillini sono solo parole a cui non seguiranno azioni precise oppure se si tratta di cose dette ma non capite fino in fondo. Oppure, ancora, se siamo di fronte a cose dette, capite e che il M5S ha realmente intenzione di fare”.

L’arrivo del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Cernobbio nel pomeriggio
Gli operatori internazionali temono dunque un governo a 5 Stelle? “Se la policy sarà quella di dichiarare default delle finanze pubbliche, l’Italia perderà immediatamente l’80% dei propri investitori. Altrimenti occorrerà osservare l’azione politica concreta del nuovo esecutivo una volta insediatosi. In generale – conclude Serra – il mercato agisce così. Proprio com’è accaduto con Trump negli States, caso in cui a una campagna elettorale fatta di annunci forti è seguito ben poco”.
