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Per la querelle Meloni-Corona, il 28 settembre faccia-a-faccia in Tribunale: il gossip finisce davanti ai giudici

La Premier Meloni sarà attesa in aula il 28 settembre. Fabrizio Corona e Luca Arnau restano imputati e, fino alla sentenza, ogni responsabilità è ancora da accertare. Intanto Corona non perde il vizio di trasformare anche il processo in materia di comunicazione pubblica.

Per la querelle Meloni-Corona, il 28 settembre faccia-a-faccia in Tribunale: il gossip finisce davanti ai giudici

La premier sarà a Milano nel processo per diffamazione aggravata che vede imputati Fabrizio Corona e il giornalista Luca Arnau. Tutto nasce da un articolo del 2023 sulla presunta relazione della Meloni con Manlio Messina. Corona, intanto, continua a citare pubblicamente il procedimento e guarda perfino alla politica.

Dal gossip all’aula di Tribunale. Il 28 settembre Giorgia Meloni dovrebbe presentarsi al Palazzo di Giustizia di Milano per essere ascoltata come persona offesa e parte civile nel processo che vede imputati Fabrizio Corona e Luca Arnau. L’accusa è di diffamazione aggravata e riguarda un articolo pubblicato nell’ottobre 2023 sul sito Dillingernews.it, nel quale si ipotizzava una relazione sentimentale tra la premier e l’allora parlamentare di Fratelli d’Italia Manlio Messina. Entrambi presentarono querela.

La versione di Arnau

Nell’ultima udienza Arnau, all’epoca direttore della testata, ha ricostruito la genesi dell’articolo sostenendo che la notizia gli fosse stata prospettata dall’amico Corona come attendibile. Ha anche dichiarato di essersi successivamente sentito “preso in giro”. Parole che costituiscono naturalmente la sua versione dei fatti e che saranno valutate dal Tribunale insieme agli altri elementi del processo.

Corona non abbassa i toni

Corona, dal canto suo, non sembra intenzionato a sottrarre la vicenda ai riflettori. Ad agosto, dal palco dell’ippodromo di Corridonia, ha ricordato davanti al pubblico: “A settembre ho il processo con Giorgia Meloni”, collegando poi il discorso all’ipotesi, ancora tutta da verificare, di fondare un proprio partito. Secondo quanto riportato da Virgilio, sui social avrebbe anche avvertito Meloni che, qualora decidesse realmente di scendere in politica nell’area di destra, la premier dovrebbe “fare due conti”.

Quanto all’esito giudiziario, ogni previsione sarebbe oggi azzardata. Saranno le deposizioni, l’eventuale esame di Corona e la valutazione complessiva delle prove a determinare se vi siano responsabilità penali. Solo in caso di condanna il giudice stabilirebbe le relative conseguenze, mentre sul piano civile potrebbero essere valutate eventuali richieste risarcitorie.