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Economia
digital magics

di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Dal garage alla Borsa. Digital Magics porta le startup in Borsa. L'incubatore di imprese digitali ha rotto gli indugi e presentato la domanda di pre-ammissione all'Aim Italia, deliberando un aumento di capitale sociale fino a 10 milioni. "L'idea romantica della startup creativa nata nei garage funziona ancora ed è bene che sia così. Ma adesso serve aprirsi al mercato dei capitali", afferma ad Affaritaliani.it Enrico Gasperini, presidente di Digital Magics. La società ha reperito risorse con un prestito obbligazionario convertibile di 3 milioni di euro. Tra gli investitori istituzionali che hanno aderito il Fondo Atlante Seed (Gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. Obbligazioni che adesso potranno essere convertite in azioni, il cui prezzo è stato fissato a 7,50 euro.

L'INTERVISTA

Enrico Gasperini, perché quotarsi in questo momento?
La quotazione sull'Aim è un passo positivo per lo sviluppo italiano del segmento tecnologico e digitale. Quindi è una mossa che serve. Molti altri stanno pensando di fare la stessa scelta. Più campioni del settore saranno presenti in Borsa e più l'Aim contribuirà allo sviluppo del Paese. Per quanto ci riguarda, la quotazione è lo sbocco naturale di un'avventura iniziata con la creazione dell'incubatore, in un momento in cui le startup sono fondamentali.

Che peso avranno le startup nella ripresa italiana?
Un peso importante. Con le nostre sedi di Milano e Salerno abbiamo creato 300 posti di lavoro. Il digitale è uno dei segmenti su cui puntare. E le startup saranno strategiche.

Intorno alle startup c'è ancora l'aura romantica dell'impreas partita da una garage, come fece Steve Jobs. E' il momento di abbandonare quest'idea e aprirsi al mercato dei capitali?
L'idea romantica della startup creativa funziona ancora ed è bene che sia così. Noi siamo un Paese di grandi talenti creativi e quando proponiamo le nostre idee veniamo apprezzati tantissimo. Manca la cultura dei capitali. Tanto è vero che molti ragazzi riamngano frustrati perché non riescono ad accedere ai finanziamenti. Il nostro caso dimostra che investire nell'innovazione è un buon affare per il Paese, per gli investitori e naturalmente per i talenti che costruiscono l'impresa.

Resiste però una certa diffidenza nei confronti della Borsa...
Nel nostro Paese c'è sempre stata poca cultura del capitale a rischio. Il senso del nostro progetto è costruire un hub che consenta di investire con le tecniche del venture capital diminuendo il rischio per gli investitori. E' un modo per attirare in questo mercato chi non lo conosce e fa fatica a capirlo. Speriamo che il nostro ingresso in Borsa possa far capire che si tratta di un investimento in un settore con prospettive di grande crescita.

E cosa si attende Digital Magics?
Credo nell'utilità della Borsa. Penso che la quotazione ci aiuterà a crescere e a utilizzare forme più strutturate e complesse sia per la nostra equity sia per le nostre startup e quindi in generale aiutare le impresa a crescere

Tags:
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