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Draghi parla e lo spread scende. Anche questa volta il discorso del presidente della Bce ha il potere immediato di alleggerire la pressione sui titoli di Stato italiani. Lo spread scende fino a 310 punti base. Merito di un accenno a un futuro allentamento monetario e a un messaggio chiaro: il risultato delle elezioni in Italia ha lasciato "i mercati meno impressionati dei politici e di voi". Draghi, al primo intervento dopo il risutlato delle urne, non si nasconde.  "Dopo un po' di eccitazione subito dopo le elezioni, i mercati sono tornati più o meno dove erano prima", ha aggiunto il numero uno dell'Eurotower, "i mercati capiscono che siamo democrazie, che siamo 17 Paesi". Per questo non c'è stato "alcun contagio, contrariamente a quanto sarebbe accaduto un anno un anno e mezzo fa".

Una dimostrazione di fiducia che però deve essere subordinata alla continuazione "dell'aggiustamento fiscale". L'Italia è sulla strada giusta: "Ha inserito il pilota automatico", anche grazie agli sforzi di Mario Monti. Draghi difende il premier, imputando proprio ai suoi sforzi l'insuccesso elettorale: "Non bisogna sottostimare - ha detto Draghi - il capitale politico speso dai leader nell'euro, anche a loro spese".

Alle rassicurazione sul fronte caldo della politica italiana, sono seguite quelle sull'allentamento monetario. "Le pressioni inflazionistiche nell'Eurozona rimangono modeste". Una condizione che non pone dubbi sulla prosecuzione di "una politica accomodante per tutto il tempo che sarà necessario", accompagnata dal piano di acquisto di bond. Draghi ha confermato che il taglio dei tassi non è più un'ipotesi remota: "E' stata discussa nel corso del direttivo, ma alla fine ha prevalso la scelta di mantenerli stabili".

Parole incoraggianti che hanno fatto pesare meno le stime di crescita, ancora una volta tagliate. Nel 2013 la crescita subirà una contrazione dello 0,5%, per poi risalire a +0,1% nel 2014. In precedenza la Bce aveva stimato un Pil 2013 a -0,3% e nel 2014 a +1,2%. L'economia dell'Eurozona è destinata a restare debole nella prima parte del 2013 ed è destinata a imboccare una graduale ripresa nella seconda metà dell'anno. "Alcuni indicatori", ha proseguito Draghi, "segnalano una stabilizzazione dell'attività economica su bassi livelli". La graduale ripresa, ha aggiunto, sarà legata "al rafforzamento della domanda globale e alla politica accomodante della Bce che dovrebbe continuare a sostenere la fiducia".








 

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