”Credo che oggi possa essere trasmesso del cauto ottimismo”. Cosi’ il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, nel corso dell’audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo. ”Pensiamo agli esempi di Portogallo, Irlanda, e Spagna: sono stati compiuti grandi progressi da questi paesi”. Ma per il presidente della Bce quello che va compreso e’ che ”indipendentemente dalle dimensioni dei paesi, se si attuano le politiche giuste l’uscita dalla crisi puo’ essere raggiunta”.
L’indirizzo della Bce, quindi, non cambierà e Draghi non si stanca di ripetere che i tassi resteranno “a questi livelli bassi per un buon periodo di tempo” e la “politica monetaria sarà accomodante per tutto il tempo necessario”.
Anche per questo il presidente della Banca centrale europea torna a chiedere “caldamente di organizzare un forte meccanismo di risoluzione bancaria”, che abbia “un sistema unico, un’autorità unica e un fondo unico. Sono preoccupato che la procedura decisionale si faccia troppo cavillosa”. Il momento attuale ha proseguito Draghi è “decisivo” per la realizzazione dell’Unione bancaria: “I prossimi giorni e le settimane fino alla fine della legislatura mostreranno se l’Eurozona è in grado di fare ancora un passo avanti essenziale nella realizzazione dell’Unione bancaria”.
Il presidente della Bce ha poi risposto seccamente a un parlamentare che chiedeva se per l’Italia ci fosse stata una corsia preferenziale nelle decisioni di politica monetaria durante la crisi del debito sovrano: “Non è stata presa nessuna misura speciale per l’Italia o per altri paesi. Le scelte della Bce sono state nell’interesse dell’intera Eurozona”.
Non solo. Il numero uno dell’Eurotower ha anche ribadito che l’Euro e’ “irreversibile” ed e’ “ingenuo” chi pensa di poterne fare a meno, sottolineando che sbaglia chi pensa che uscendo dalla moneta unica si potrebbero evitare le riforme strutturali. “Le dovrebbero fare lo stesso” e probabilmente con maggiori difficolta’. Quanto alla possibilita’ di svalutazione della moneta per rafforzare le esportazioni, “chi la ipotizza pensa davvero che gli altri accetterebbero senza reagire?” si e’ chiesto Draghi in risposta alle domande dei deputati al Parlamento europeo.
