Quale Europa serve oggi per affrontare le trasformazioni economiche, energetiche e politiche in corso? È la domanda che ha attraversato la seconda giornata di Economica, la rassegna annuale organizzata da ANPIT – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario – dedicata ai principali temi economici, politici e sociali. A guidare l’evento il filo conduttore: “L’Europa, il sogno o il grande incubo”, che mette al centro le sfide dell’Unione europea tra autonomia strategica, sostenibilità, competitività e coesione sociale.
Energia e autonomia strategica
La giornata si è aperta con il panel “Europa: autonomia strategica o dipendenza energetica? Sicurezza, sostenibilità e competitività: le sfide dell’Unione”, dedicato a uno dei temi centrali per il futuro europeo: la capacità di garantire approvvigionamenti sicuri e sostenibili senza compromettere la competitività del sistema produttivo. Al confronto hanno partecipato Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti; Edoardo Antonio De Luca, responsabile Affari Centrali Italia di Enel; Cristina Sgubin, consigliere di amministrazione di Eni; e Michele Vitiello, segretario generale di WEC Italia.
Il programma è proseguito con la presentazione del libro Francesi d’Italia, con l’autrice Fiorina Capozzi e Massimo Alberizzi, già corrispondente del Corriere della Sera e fondatore di Africa Express e Senza Bavaglio. Poi l’incontro con Luciano Dragonetti, presidente di Mutua MBA, moderato da Roberto Inciocchi.
Democrazia o tecnocrazia?
Nel pomeriggio il panel “Europa: democrazia o tecnocrazia? Come ripensare la governance europea”. Al tavolo Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella; Antonella Zedda e Marianna Madia, componenti delle rispettive Commissioni Politiche dell’Unione europea al Senato e alla Camera; e Sergio Fabbrini, professore di Comparative Politics all’Università LUISS.
“Senza Europa avremmo un incubo. Ma questo non ci esime dal vedere i limiti di questa Europa, che è nata in un contesto favorevole, certo; ma quell’Europa, sviluppatasi come grande mercato, oggi non c’è più. Di contro, l’America è stata sostituita da un’America nazionalista, che pensa ai propri interessi. In questo cambiamento c’è una sfida esistenziale per l’Unione europea: quella di prendere decisioni”, ha detto Fabbrini. D’accordo Antonella Zedda: “Se non ci fosse stata l’Europa avremmo avuto un incubo. Ma ci abbiamo messo quattro anni, ad esempio, per arrivare a un punto sulla questione migratoria. Occorre coinvolgere, velocizzare, sburocratizzare: altrimenti ciò che è un sogno rischia di diventare un incubo”.
“Oggi parlare di debito comune, di PNRR e di superamento del diritto di veto è importante. Ma il vento del nazionalismo di destra, oggi al governo in Italia, potrebbe portare queste forze a vincere le elezioni anche in altri Paesi fondatori dell’Unione. È un vento pericoloso perché rischia di attecchire anche nelle famiglie politiche europee che hanno l’europeismo nel DNA. Penso ai popolari. La legislatura di Ursula von der Leyen è molto diversa dalla precedente, non necessariamente migliore. Ci sono però elementi concreti con cui le forze nazionaliste devono confrontarsi: le conseguenze della Brexit e ciò che è accaduto in Ungheria con la politica europea portata avanti da Orbán, oppure il tema dell’invasione russa dell’Ucraina. Solo proseguendo il sostegno a Kiev in tutte le sue forme, anche politiche e militari, possiamo costruire un’Europa forte. Questo è oggi lo spartiacque per l’Europa”, ha detto Madia.
E ancora: “Nessun Paese dell’Unione, da solo, dispone oggi della capacità militare e delle risorse necessarie per competere nel nuovo ordine, o disordine, mondiale, nei rapporti con gli Stati Uniti, la Cina e la Russia e nel confronto con le grandi piattaforme digitali. Va rafforzato il potere legislativo dell’Unione europea. Non è possibile farlo immediatamente a 27: dovremmo ragionare su una geometria variabile, consentendo agli Stati membri che lo desiderano di procedere più rapidamente nell’integrazione. Dobbiamo individuare concretamente i settori nei quali costruire l’autonomia e l’indipendenza strategica dell’Europa. Non siamo più nel mondo di prima, quando la sicurezza era garantita dagli Stati Uniti. Se vogliamo che l’Unione europea sia autonoma nella difesa, nell’energia e nella tecnologia, dobbiamo investire le risorse necessarie. Sono favorevole anche a una tassazione delle grandi piattaforme digitali: bisogna introdurre una web tax. L’Europa è sotto assedio”.
“O l’Unione europea cambia e rivoluziona il modello che ha, o noi siamo destinati, nel giro di trent’anni, a essere in una situazione peggiore di quella in cui ci troviamo oggi. Bisogna fare autocritica e smettere di dare la colpa agli altri. Sono stati compiuti e vengono compiuti errori. Il tema di fondo è che l’attuale impostazione dell’Unione europea è un’impostazione dirigista, che impone regole, e questo è un danno”, ha concluso Giubilei.
Durigon: “Serve ricambio generazionale, la legge Fornero è stata nefasta”
Nel suo intervento in collegamento, moderato da Fabrizio Frullani, il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon ha criticato la riforma Fornero, definendola una “legge nefasta” e attribuendole la responsabilità dei disastri nel mercato del lavoro. “Oggi c’è bisogno di ricambio generazionale, il mondo del lavoro è cambiato e va incontro a necessità diverse”, ha affermato, sottolineando che con la manovra sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Spazio anche all’intelligenza artificiale, rispetto alla quale ha invitato a non avere paura, ma a imparare a gestirla, arrivando a evocare uno scenario in cui “lo stesso umanoide” potrebbe contribuire a pagare le pensioni di oggi. Infine, affrontando il tema di donne e giovani, Durigon ha riconosciuto la necessità di fare di più per le nuove generazioni.
Coesione o dissoluzione: lavoro, salari e crescita
Il dibattito si è poi concentrato sulle ricadute economiche e sociali dell’integrazione europea, con il panel “Europa: coesione o dissoluzione? Lavoro, salari, equità e crescita verso il 28° Regime”. Al confronto hanno partecipato Enzo De Fusco, CEO e fondatore di De Fusco Labour & Legal; Antonio Nicita, componente della Commissione Bilancio del Senato; Raffaele Bonanni, già segretario generale CISL e responsabile Lavoro di Azione; Francesco Cavallaro, segretario generale CISAL; e, in chiusura, Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio. Ecco le sue parole ad Affaritaliani:
A chiudere la giornata sono stati Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, intervistato da Andrea Pancani, e Federico Iadicicco, presidente nazionale ANPIT. Appuntamento a domani per la giornata conclusiva.
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