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Economica 2026, a Roma il confronto sul futuro dell’Europa: crescita, imprese e welfare al centro del dibattito

Al via la sesta edizione della rassegna organizzata da ANPIT. Politica, istituzioni ed esperti a confronto sul tema “L’Europa, il sogno o il grande incubo”

Economica 2026, a Roma il confronto sul futuro dell’Europa: crescita, imprese e welfare al centro del dibattito

Quale futuro attende l’Europa? È questa la domanda al centro della sesta edizione di Economica, la rassegna annuale organizzata da ANPIT – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario – dedicata ai principali temi economici, politici e sociali. Il filo conduttore dell’edizione 2026, “L’Europa, il sogno o il grande incubo”, propone una riflessione sul ruolo dell’Unione europea nello scenario internazionale e sulle sfide che attendono istituzioni, imprese e cittadini.

Ad aprire i lavori è stato Luca Colavolpe Severi, responsabile Organizzazione ANPIT. A seguire, i saluti istituzionali di Fabrizio Spada, responsabile delle Relazioni istituzionali dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, che ha richiamato il tema della politica europea e del processo democratico. È intervenuto anche Roberto Amore, consigliere economico della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, soffermandosi sulla necessità di distinguere tra le regole europee e le modalità con cui l’Unione può sostenere e finanziare gli investimenti.

Nel corso dei saluti è intervenuto Riccardo Tucci, della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, che ha sottolineato l’importanza della cooperazione e delle sinergie sui temi affrontati.

Fondo Eurorisparmio

Nel corso dell’incontro è stato presentato il Fondo Eurorisparmio, con l’intervento di Vincenzo Caratelli, presidente ENBIC. L’accordo, siglato a luglio e con il fondo gestito da Sella SGR, nasce dal confronto con le parti sociali e punta a colmare una lacuna nei contratti collettivi: la previdenza complementare. “Abbiamo ragionato con le parti sociali, come ANPIT, perché serviva un accordo sulla previdenza complementare. Nei nostri contratti collettivi prevediamo già diversi strumenti, dal fondo Innova al fondo sanitario e agli altri servizi, ma mancava questo tassello”, ha spiegato Caratelli.

Il tema, ha sottolineato, riguarda soprattutto il futuro pensionistico dei lavoratori: “Oggi siamo nel sistema contributivo e questo significa che rischiamo di creare i poveri del futuro, con pensioni ridotte al minimo. La previdenza complementare permette di gestire i risparmi e di costruire una maggiore tutela per il futuro”. Caratelli ha quindi richiamato l’importanza dell’educazione finanziaria, in particolare per i giovani, invitandoli a prestare attenzione alla gestione del TFR. “Bisogna imparare a gestire i propri soldi. I giovani devono occuparsi del TFR e capire come utilizzarlo al meglio. È importante trasferirlo al fondo di previdenza complementare: se il contratto collettivo prevede anche un contributo aggiuntivo, oltre al TFR maturato si può beneficiare di ulteriori risorse”.

Europa, potenza o illusione?

Il confronto sul ruolo dell’Europa nello scenario internazionale ha visto gli interventi di Lucio Caracciolo, direttore della rivista e della Scuola di Limes, e Massimo Cacciari, professore di Filosofia all’Università San Raffaele di Milano. Al centro gli equilibri geopolitici e sui rapporti tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, l’ipotesi di un confronto trilaterale e i contatti tra i leader europei e Vladimir Putin, il ruolo di Israele nella strategia americana in Medio Oriente e le conseguenze della sua politica per gli equilibri regionali. Secondo il filosofo, sarebbe stato auspicabile un cambiamento di rotta da parte israeliana, che tuttavia non appare all’orizzonte. La possibilità di una ripresa di una politica aggressiva nei confronti dell’Iran e dei palestinesi, ha osservato, rappresenta un fattore di destabilizzazione che coinvolge anche l’Europa.

Cacciari ha inoltre richiamato le differenze tra le posizioni assunte dai diversi Paesi europei sulla politica israeliana, sostenendo che un riassetto delle scelte di Israele avrebbe potuto favorire un quadro politico più stabile anche in Europa.

Giuseppe Conte e le prospettive dell’Europa

Tanti i temi affrontati dal leader del M5s Giuseppe Conte, già presidente del Consiglio dei ministri. “Il Paese inizia a girare su se stesso e comincia a esserci un problema serio: i 200 miliardi sono finiti e non si è visto un piano di crescita, né una battaglia in Europa per costruire un progetto che rivitalizzi il tessuto europeo. Meloni ci dica, visto che vuole continuare a governare, che cosa intende fare per evitare una spirale di recessione. In 4 anni immobilismo e una sola riforma: la legge elettorale”, le parole di Conte. Tra i temi anche i decreti sicurezza, la produttività, l’innovazione e il caso Siher.

Economia frugale, innovazione e nuove opportunità per le imprese

Spazio poi alla presentazione del libro “Economia frugale”, con l’autore Navi Radjou e Francesco Catanese, vicepresidente nazionale ANPIT. Al centro il rapporto tra innovazione, uso efficiente delle risorse e modelli di sviluppo, con uno sguardo alle opportunità che questi approcci possono offrire al mondo imprenditoriale.

Crescita o rigore?

Il confronto sulle politiche economiche europee e sulle misure a sostegno delle imprese e dei redditi ha visto la partecipazione di Luigi Marattin, componente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati: “L’Unione europea ci ha dato 200 miliardi di euro con il PNRR e noi li abbiamo riversati sull’economia italiana, ma non se n’è accorto nessuno. La crescita si è fermata negli anni Settanta. Questo è un Paese la cui produttività è ferma da cinquant’anni”, ha osservato Marattin.

Sul ruolo delle politiche economiche anche Ylenja Lucaselli, anch’essa componente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati: “La legge di bilancio non crea la crescita, ma, a seconda delle scelte che vengono fatte, può indirizzarla”, ha sottolineato. Tra i temi anche quello dell’innovazione tecnologica e della mancanza di una strategia comune tra gli Stati membri: “Ogni Stato si organizza per sé. L’Europa ha perso il senso vero di quello che avrebbe dovuto fare”.

Al dibattito, moderato dal giornalista Andrea Pancani, sono intervenuti anche Angelo Peppetti, responsabile del Credito dell’ABI; Ottavio Ricchi, dirigente generale Analisi e Ricerca Economico-Finanziaria del Dipartimento del Tesoro del MEF; Sergio Tringali, Head of Government Affairs, EU Institutions & Italy di Revolut; e Fabio Masini, professore di Storia e Teorie della Governance Economica Europea all’Università Roma Tre.

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