La guerra in Iran è stata interrotta, il regime di Teheran e gli Stati Uniti di Trump hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di 15 giorni, in attesa di siglare un’intesa definitiva in base a un piano di pace concordato di dieci punti. Immediati gli effetti sul prezzo del petrolio e sui mercati in generale. Il prezzo del West Texas Intermediate (Wti), il benchmark americano del greggio, crolla di quasi il 18% poco dopo che Donald Trump ha rinviato il suo ultimatum contro l’Iran e Teheran si è detta pronta a negoziare. Prima dell’apertura dei mercati asiatici, verso le 23:30 GMT, il suo prezzo era sceso del 17,64% a 93,03 dollari. Volano i future di Wall Street dopo il cessate il fuoco di 2 settimane in Iran. I contratti sul Dow Jones segnano i +2,26%, quelli sullo S&P 500 del 2,46% mentre sul Nasdaq sono in rialzo del 3,11%.
Le principali borse della Cina continentale e di Hong Kong hanno aperto con rialzi fino al 2,51%, dopo che Teheran e Washington hanno confermato un cessate il fuoco di due settimane, mentre il Paese persiano ha affermato che sarà possibile un “passaggio sicuro” attraverso lo stretto di Hormuz. Poco dopo l’inizio della seduta, l’indice di riferimento della Borsa di Hong Kong, l’Hang Seng, avanzava del 2,51% (629,19 punti), attestandosi a 25.745,72 punti. Nella Cina continentale, l’indice di riferimento di Shanghai è salito dell’1,03% (40,09 punti), attestandosi a 3.930,25, mentre quello di Shenzhen ha guadagnato il 2,51% (336,73 punti) e si è attestato a 13.737,14 punti.

