
A pochi giorni dalla mostra “Le auto dell’Avvocato”, dedicata alle vetture personali di Giovanni Agnelli appena inaugurata al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, e da un’intervista al quotidiano francese Le Monde, Lapo Elkann torna sulle pagine dei più autorevoli giornali del pianeta. Questa volta è il New York Times Style Magazine a rilanciare attraverso il suo blog, una dichiarazione di Elkann che traccia un affettuoso ritratto del nonno, tra somiglianze e differenze: “In termini di distinzione ed eleganza, mio nonno cercava sempre di rendere le proprie auto più belle. Quello che faccio io è un tributo a lui che però era più discreto di me in fatto di estetica. Ciò nonostante mi ha insegnato ad apprezzare le cose belle. È un momento complicato per l’Europa e per il settore dell’auto in Europeo. Quindi sembra importante far rivivere in ogni modo possibile il senso di bellezza che mio nonno aveva per le auto”.
Sono giorni felici per Lapo la cui carissima amica Anna Wintour, direttrice di Vogue America e’stata nominata direttore artistico del gruppo Condé Nast, un ruolo creato su misura per la donna più potente della moda mondiale. Da sempre estimatrice del lavoro di Elkann, la donna che ha ispirato il ruolo di Maryl Streep nel cult Il diavolo veste Prada, fu una tra le prime già nel 2007 a puntare su di lui. Da prima conferendogli il premio di “uomo più elegante del mondo” e poi dando il via a una serie di allori conquistati dal rampollo di casa Fiat che vanno dalla “Hall of Fame” dei “Best Dressed Men” di Vanity Fair US all’Innovation & Design Awards della bibbia dei viaggi Travellers.
Con un libro, “Le regole del mio stile” da pochi mesi in libreria e una nuova collaborazione con Frida Giannini per il lancio della collezione “Lapo’s Wardrobe”, il dandy italiano dimostra ancora una volta di avere un fiuto incomparabile.
