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Economia
Manovra, pioggia di emendamenti. Dal tfr al finanziamento ai partiti

Tfr in busta paga e ammortizzatori sociali. Ma anche novità per i versamenti a favore dei partiti politici da parte dei propri appartenenti. Sono alcuni degli argomenti caldi della Legge di Stabilità finiti nel mirino della valanga di emendamenti che ha accompagnato il testo alla commissione Bilancio della Camera.

Versamenti ai partiti. A chiedere la modifica del trattemento fiscale dei versamenti ai partiti è Giovanni Sanga, deputato del Pd, proprio la formazione che chiede un contributo ai propri appartenenti. Nella prima proposta si legge che "il versamento dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche verso i partiti politici è da considerarsi, in ogni caso, erogazione liberale, indipendentemente dalle previsioni regolamentari e statutarie decise dai partiti stessi". Ancora: "I versamenti effettuati dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche in favore dei partiti e dei movimenti politici si considerano, in ogni caso, erogazione liberale anche ai fini della detraibilità delle imposte sui redditi indipendentemente dalle previsioni regolamentari e statutarie decise dai partiti stessi" e "a partire dall'anno di imposta 2017 le erogazioni in denaro effettuate a favore di partiti politici dai rispettivi candidati alle elezioni, esclusivamente tramite bonifico bancario o postale e tracciabili secondo la vigente normativa antiriciclaggio, devono comunque considerarsi detraibili entro i limiti di importo previsti dal medesimo articolo alla data dell'erogazione".

Tfr. Assoggettare l'anticipo del Tfr in busta paga a tassazione "separata", che non si cumuli cioè con il resto del reddito. E' la proposta avanzata da Maino Marchi e Marco Causi (Pd), con varie modifiche al testo. In un emendamento, Marchi chiede anche la revocabilità della decisione ad un anno dalla comunicazione al datore di lavoro (e non tre anni come nella versione attuale). Nel complesso, sono otto gli emendamenti depositati in Commissione che chiedono di non procedere all'anticipazione del Tfr. Dallo stesso Pd, ma anche da M5S, Fi e Fdi arrivano proposte di soppressione integrale della norma. Dai gruppi dell'opposizione, ma anche da Ncd e Sc, viene inoltre la richiesta di sopprimere il rialzo dall'11 al 20% dell'aliquota sul rendimento dei fondi pensione e dall'11 al 17% della tassazione sulla rivalutazione del Tfr.

Iva. Nell'emendamento del governo, che recepisce l'accordo Ue per reperire altri 4,5 miliardi e far scendere il deficit strutturale dello 0,3%, c'è l'allargamento della "reverse charge" sull'Iva a "ipermercati, supermercati e discount alimentari". Porterà un incasso di 728 milioni, con un aumento della clausola di salvaguardia sulle accise da 988 milioni a 1,716 miliardi.

Ammortizzatori sociali. Le minoranze dei Democratici (Fassina, Cuperlo, Civati e altri) chiedono poi di portare da 2 a 2,7 miliardi le risorse da destinare agli ammortizzatori sociali nel 2015. Si arriverebbe poi fino a 3,5 miliardi totali nel 2017 e si chiede anche di legare gli sconti per i neoassunti a un incremento netto degli occupati.

Reddito cittadinanza. Il M5S torna a chiedere uno dei provvedimenti sostenuti con più forza, previa la cancellazione del bonus da 80 euro. I grillini hanno anche presentato tre proposte per cancellare tout court l'articolo 4 della manovra che prevede il bonus da 80 euro. Nel testo che chiede di inserire il reddito di cittadinanza si legge che questo "garantisce al beneficiario, qualora sia unico componente del nucleo familiare, il raggiungimento anche tramite integrazione, di un reddito annuo netto pari a 7.200 euro, stabilito con riferimento alla soglia di povertà relativa definita dall'Istat per il 2013".

Tasse casa. Mentre un emendamento Fi chiede di abolire la Tasi sulla prima casa, uno a firma di Paolo Tancredi, Ncd relatore al bilancio, dice che entro il 30 aprile 2015, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, si provvede al riordino della tassazione degli immobili, con particolare riferimento agli immobili per civile abitazione, assicurando: la neutralità del relativo gettito; l'accorpamento di tutta l'imposizione di competenza degli enti territoriali esistente in un'unica imposta locale; la riduzione delle scadenze di pagamento ad un massimo di 2 all'anno, in concomitanza con il versamento di altre imposte locali o statali.

Bonus Bebè. Per un emendamento Pd, si abbasserebbe da 90 a 70mila euro la sogli per ottenere il bonus mamme, con l'obiettivo di destinare le risorse che si libereranno a "fasce sociali più bisognose". Si chiede anche di ampliare a 1.920 euro mensili il bonus per i figli adottati tramite adozione internazionale.

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