twitter@andreadeugeni

"Per gli investitori, in questo momento, è meglio aspettare (wait and see, ndr), anche se sui mercati non c'è nulla di nuovo visto che la crisi dei Paesi emergenti era attesa".

Lo spiega ad Affaritaliani.it Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroders, secondo cui "i mercati hanno corso molto e quindi una correzione, ora, è fisiologica". Per l'esperto "l'Argentina rischia anche se l'impatto di una sua crisi sull'andamento dell'economia mondiale sarebbe nullo".

L'INTERVISTA

Come devono muoversi gli investitori in questo momento di turbolenza dei mercati dovuta alla crisi dei Paesi emergenti?
"E' meglio aspettare. La frenata è solo un tema che riguarda i Paesi emergenti. I mercati hanno corso molto. Quindi è chiaro che delle correzioni fisiologiche possono esserci per svariate ragioni. Una di queste, ora, è appunto la crisi dei Paesi emergenti, che oltretutto non è un fulmine a ciel sereno. Direi, quindi, che non c'è alcun tipo di preoccupazione in vista".
 
kirchner 500
 
Quanto potrebbe durare questa correzione sui mercati?
"Dipenderà dagli appuntamenti attesi dagli investitori. Cosa farà, ad esempio, la Federal Reserve. Se manterrà, cioè, la stessa impostazione del tapering o se ci saranno dei cambiamenti nella sua politica monetaria. Un ruolo lo avrà anche la Banca Centrale Europea, perché Usa e Europa sono le due aree più importanti. Essendo il mercato globale, governato dalla liquidità in circolazione, la palla in questo momebnto è chiaramente in mano alle banche centrali".

Quali asset finanziari è meglio gettonare in questa fase?
"Direi, che son sempre i soliti asset. Non è cambiato molto rispetto a due o tre settimane fa. Bisognerà certamente adottare maggiore cautela perché i rendimenti sono molto bassi. Quindi, c'è il pericolo di esporsi verso asset più rischiosi. Di solito in questi momenti, essendoci tassi bassi, si cerca di aumentare la propria propensione al rischio. Non vedo dei cambiamenti di strategia da adottare rispetto a tre settimane fa".
Qual è il suo sentiment sull'Argentina? Venerdi, sui mercati, qualcuno la dava per spacciata...
"Sicuramente il Paese non è questo grande esempio di immagine. Una situazione che non prosegue da mesi, ma da anni. Da un punto di vista della tenuta finanziaria, in questo momento in Argentina può succedere qualsiasi cosa, considerando l'andamento pessimo della valuta. Non vedo però un'eventuale crisi argentina come un elemento tale da destabilizzare il mondo. A Buenos Aires, il grosso dei problemi è già successo. Però come Paese, visto l'andamento valutario, rischia". 
Come potrebbe la speculazione potrebbe colpire i Paesi emergenti?
"Vende asset su quei mercati, sperando di ricomprarli a un prezzo più basso".

 

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"Per gli investitori, in questo momento, è meglio aspettare (wait and see, ndr), anche se sui mercati non c'è nulla di nuovo visto che la crisi dei Paesi emergenti era attesa".

Lo spiega ad Affaritaliani.it Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroders, secondo cui "i mercati hanno corso molto e quindi una correzione, ora, è fisiologica". Per l'esperto "l'Argentina rischia anche se l'impatto di una sua crisi sull'andamento dell'economia mondiale sarebbe nullo".

L'INTERVISTA

Come devono muoversi gli investitori in questo momento di turbolenza dei mercati dovuta alla crisi dei Paesi emergenti?
"E' meglio aspettare. La frenata è solo un tema che riguarda i Paesi emergenti. I mercati hanno corso molto. Quindi è chiaro che delle correzioni fisiologiche possono esserci per svariate ragioni. Una di queste, ora, è appunto la crisi dei Paesi emergenti, che oltretutto non è un fulmine a ciel sereno. Direi, quindi, che non c'è alcun tipo di preoccupazione in vista".
 
kirchner 500
 
Quanto potrebbe durare questa correzione sui mercati?
"Dipenderà dagli appuntamenti attesi dagli investitori. Cosa farà, ad esempio, la Federal Reserve. Se manterrà, cioè, la stessa impostazione del tapering o se ci saranno dei cambiamenti nella sua politica monetaria. Un ruolo lo avrà anche la Banca Centrale Europea, perché Usa e Europa sono le due aree più importanti. Essendo il mercato globale, governato dalla liquidità in circolazione, la palla in questo momebnto è chiaramente in mano alle banche centrali".

Quali asset finanziari è meglio gettonare in questa fase?
"Direi, che son sempre i soliti asset. Non è cambiato molto rispetto a due o tre settimane fa. Bisognerà certamente adottare maggiore cautela perché i rendimenti sono molto bassi. Quindi, c'è il pericolo di esporsi verso asset più rischiosi. Di solito in questi momenti, essendoci tassi bassi, si cerca di aumentare la propria propensione al rischio. Non vedo dei cambiamenti di strategia da adottare rispetto a tre settimane fa".
Qual è il suo sentiment sull'Argentina? Venerdi, sui mercati, qualcuno la dava per spacciata...
"Sicuramente il Paese non è questo grande esempio di immagine. Una situazione che non prosegue da mesi, ma da anni. Da un punto di vista della tenuta finanziaria, in questo momento in Argentina può succedere qualsiasi cosa, considerando l'andamento pessimo della valuta. Non vedo però un'eventuale crisi argentina come un elemento tale da destabilizzare il mondo. A Buenos Aires, il grosso dei problemi è già successo. Però come Paese, visto l'andamento valutario, rischia". 
Come potrebbe la speculazione potrebbe colpire i Paesi emergenti?
"Vende asset su quei mercati, sperando di ricomprarli a un prezzo più basso".

 

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